Articolo uscito oggi su Giornale di Olgiate
Mascherine a misura di non udenti: al via la produzione di dpi trasparenti
ALBIOLÓ Mascherine trasparenti: «Aila» in prima fila per l’inclusione sociale.
L’«Associazione italiana lotta abusi» non si ferma mai. Questa volta, il presidente Ada Orsatti ha deciso di intervenire in soccorso delle persone non udenti. Abituate a leggere il labiale, durante la pandemia in corso faticano a comunicare per via delle mascherine protettive. L’idea, quindi, è di realizzare dispositivi di protezione trasparenti, da distribuire agli uffici pubblici, ai medici e alle Forze dell’ordine. «A inizio ottobre ho letto
una notizia riguardante due persone multate in un ufficio pubblico perché si erano abbassate la mascherina – spiega Orsatti – Il problema, in quel caso, era che la persona sorda non riusciva a capire quello che l’impiegata stava dicendo. Da quel momento ho iniziato a ricevere centinaia di segnalazioni analoghe provenienti da tutta Italia. Ho deciso pertanto di mobilitarmi. Per prima cosa ho scritto al Presidente Giuseppe Conte , al commissario Domenico Arcuri e al Ministero della Salute, per porre la loro attenzione sul problema. Ho anche ricevuto una risposta da Arcuri e , insieme , ci siamo impegnati a cercare aziende che potessero risolvere il problema>>. Una possibile soluzione potrebbe arrivare grazie al rapporto tra <<Aila>> e Giuseppe Marelli dell’azienda <<Bi & Bi Emme >> di Cantù, che già a fine giugno aveva lavorato alla realizzazione di mascherine per disabili. << quando mi metto in testa un’idea devo andare a fondo – ammette Orsatti – stiamo brevettando una “ mascherina comunicativa” . Sarà trasparente e anti appannamento, grazie a un microsensore a pile ricaricabili. Avrà un filtro utile a evitare la diffusione del droplet e lacci morbidi , comodamente indossandolo anche per chi porta apparecchi acustici. Una volta che l’avremo ultimata , la faremo approvare dall’Inail , dopodiché potremo cominciare a distribuirle >>.






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