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Consiglio Direttivo

Ada Orsatti       Presidente

Serena Lanzoni           Vice Presidente

Filippo Capestrano       Consigliere     

Romina Magrin         Consigliere

Maria Calogera Schillaci   Consigliere

Antonella Scoca            Consigliere

Sergio Lanzoni            Consigliere

disabili

La memoria del passato per sapere riconoscere le ingiustizie anche nel presente

Questa mattina sono stata colpita da una notizia di cronaca: giovani tra i 20 e i 30 anni arrestati a Licata per avere picchiato selvaggiamente dei disabili e avere poi postato le scene della violenza sui social… proprio oggi, nella giornata della memoria, quando bisognerebbe interrogarsi sull’abisso a cui può portare la crudeltà umana.         

Partiamo dai fatti storici. La notte del 22 luglio 1944 gli uomini dell’Armata Rossa giunsero al campo di concentramento di Majdanek e lo liberarono; le SS in fuga avevano dato fuoco agli edifici bruciando solo le parti in legno e così vennero scoperti per la prima volta i forni crematori, le camere a gas, le confezioni di Zyklon B, le fosse comuni… Successivamente vennero conquistate le zone in cui si trovavano i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka. Poi, esattamente 76 anni fa, il 27 gennaio del 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, da cui 10 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa.

La scoperta dei campi di sterminio mostrarono e dimostrarono al mondo intero la tragedia nella tragedia: all’interno del terribile conflitto mondiale si scoprì la crudeltà della prigionia, delle torture e della morte nei lager nazisti, dove perirono milioni di ebrei, oltre a disabili, omosessualislavidissidenti che, per motivi razziali o politici, condivisero la stessa sorte di pulizia etnica.

Nel 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite stabiliva il 27 gennaio quale ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto, mentre in Italia gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 avevano già definito le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria: «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”… sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto… in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Ma forse scuole, istituzioni e famiglie hanno avuto fino ad ora il limite di legare la crudeltà umana ai soli tragici fatti avvenuti nei campi di sterminio, senza spiegare ai nostri ragazzi che non c’è poi molta differenza tra la violenza di un soldato contro un uomo inerme in un campo di prigionia ed un giovane dei giorni d’oggi che compie violenza su indifesi disabili.

Inutile leggere i versi di Primo Levi se poi non si è capaci di riconoscere tracce di disumanità anche nel nostro quotidiano.

Partiamo da un presupposto: l’uomo non corrisponde alla semplice visione rousseauiana di persona pura e cristallina che viene poi corrotta unicamente dalla società; certo molti tra coloro che si sono macchiati di crimini indicibili provengono da situazioni sociofamiliari degradate, ma la cronaca ci ha fatto conoscere anche reati efferati avvenuti per mano di figli di papà, violenze, umiliazioni, uccisioni, stupri nati soprattutto dalla crudeltà insita in quei stessi responsabili. Torna alla mente l’amara constatazione dei Pensieri di Blaise Pascal: “come è vuoto di bene e come è pieno di immondizia il cuore dell’uomo”. 

Ma davanti alla propensione alla malvagità a cui tutti potremmo essere tentati, la differenza è fatta da chi sceglie di essere umano anziché bestia, da chi isola i colpevoli anziché tollerarli.

Scelte coraggiose, come quelle degli oltre 27.700 “giusti”, ossia persone provenienti da oltre 50 paesi che hanno aiutato gli ebrei a salvarsi sacrificando anche la propria vita. Scelte coraggiose come quelle di genitori e amici che scelgono di denunciare chi ha commesso reati gravi, specie verso i più deboli incapaci di difendersi.  

Già perché se sappiamo bene che l’umanità partorirà sempre uomini capaci di spietata insensibilità e addirittura compiacimento nei confronti dell’altrui dolore ed umiliazione, la differenza la potremo fare tutti noi isolando i responsabili e facendo sentire loro i veri “diversi”.

“Siamo chiamati tutti a vigilare” – ha detto oggi il Presidente Mattarella nella ricorrenza della Giornata della Memoria – e io penso che lo potremo farlo concretamente decidendo di non rimanere indifferenti davanti alle ingiustizie, non tollerando più e non chiudendo gli occhi davanti alla violenza perché, come diceva Goya, “il sonno della ragione genera mostri” e chi fa finta di non vedere ne diventa in qualche modo corresponsabile.

“Si può scegliere da che parte stare, ogni giorno, ogni minuto della propria vita” Liliana Segre

AILA Torino – Lavoratori Tundo e A&T in piazza accanto alle associazioni per rivendicare il diritto alla mobilità dei disabili in ogni forma

Nella giornata del 14 settembre si è svolto un presidio davanti al Municipio organizzato da alcune associazioni di disabili, con l’intento di sensibilizzare l’Amministrazione e la cittadinanza sul tema delle barriere architettoniche e, quindi, sul tema del diritto alla libertà di circolazione.

Tale diritto, inteso come libertà di movimento sul territorio generalmente intesa, assume contorni ancor più particolari per i disabili e si articola, ad esempio, nel superamento delle barriere architettoniche e burocratiche tipo ingressi in ztl (questa nello specifico, almeno in teoria, dovrebbe essere superata concretamente a breve), libera accessibilità ai mezzi di trasporto pubblico, istituzione di un servizio di trasporto pubblico dedicato efficiente.

Per giungere a garantire concretamente l’esercizio di tale diritto costituzionalmente garantito occorre sinergia fra cittadini, Istituzioni, associazioni, imprese e lavoratori dei settori interessati.

Il diritto alla libertà di circolazione è, peraltro, un bene della collettività stessa in quanto contribuisce ad arricchire la società, consentendo incontri e partecipazione, quindi è un dovere della collettività tutelarlo in armonia di intenti.

In tale giornata i lavoratori della ditta Tundo e della cooperativa A&T, che quotidianamente operano nel trasporto dedicato, hanno voluto essere vicini ai manifestanti presenziando personalmente insieme alle persone che abitualmente trasportano.

Questi lavoratori svolgono, infatti, un ruolo fondamentale per garantire il suddetto diritto alla mobilità e proprio per questo motivo hanno sviluppato una specifica sensibilità sul tema.

Al contempo, però, rilevo come necessitino di essere messi in condizione di poter svolgere tale importante funzione sociale ed, in particolare, di ricevere le proprie spettanze alle rispettive scadenze, perché senza stipendio nessuno potrebbe svolgere tale servizio, non foss’altro perché sarebbe necessario dedicare il proprio tempo ad altre attività che consentano di portare il pane alla famiglia. 

Ad oggi, purtroppo, i dipendenti riferiscono che la ditta Tundo ancora non abbia saldato tutte le proprie pendenze nei loro confronti, nonostante si sia avviato un tavolo di confronto con la mediazione del Comune.

Auspico che possa esserci in tempi rapidi il pagamento di tutte spettanze ancora in sospeso e che l’azienda si renda conto della delicatezza e particolarità del servizio preso in appalto, che, pertanto, deve essere trattato con serietà ed attenzione.

Davide Schirru

Segretario Provinciale Cisal Torino e referente regionale Associazione Italiana Lotta agli Abusi

Cell. 339 3032296

Approvato, in via definitiva, il disegno di legge semplificativo, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale

La Camera, con 214 sì, 149 no e 4 astenuti, ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale (C. 2648​)

Art. 29

Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilita’ agli strumenti informatici e piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni 1. Al fine di favorire l’accesso delle persone con disabilita’ agli strumenti informatici, alla legge 9 gennaio 2004, n. 4, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, comma 2, dopo le parole “della pubblica amministrazione” sono inserite le seguenti: “, nonche’ alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico attraverso i nuovi sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione in rete”; b) all’articolo 2, comma 1, lettera a-quinquies, le parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 1-bis”; c) all’articolo 3, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente: “1-bis. La presente legge si applica altresi’ ai soggetti giuridici diversi da quelli di cui al comma 1, che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attivita’, superiore a novecento milioni di euro.”; d) all’articolo 4: 1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La previsione di cui al secondo periodo si applica anche all’acquisizione di beni o alla fornitura di servizi effettuata dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis.”; 2) al comma 2, le parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 1-bis”; e) all’articolo 7: 1) al primo comma, le parole “L’Agenzia”, sono sostituite dalle seguenti: “Nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, l’Agenzia”; f) all’articolo 9: 1) al comma 1, dopo le parole “della presente legge” sono inserite le seguenti: “da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1”; 2) dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente: “1-bis. L’inosservanza delle disposizioni della presente legge da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis, e’ accertata e sanzionata dall’AgID, fermo restando il diritto del soggetto discriminato di agire ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Se a seguito dell’istruttoria l’AgID ravvisa violazioni della presente legge, fissa il termine per l’eliminazione delle infrazioni stesse da parte del trasgressore. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al periodo precedente, l’AgID applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato.”. 2. All’articolo 1 della legge del 28 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 489, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “Il Fondo e’ destinato all’istituzione di una piattaforma unica nazionale informatica, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito dell’archivio nazionale dei veicoli previsto dall’articolo 226, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per consentire la verifica delle targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni, rilasciati ai sensi dell’articolo 381, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, al fine di agevolare la mobilita’, sull’intero territorio nazionale, delle persone titolari dei predetti contrassegni.”, b) il comma 491, e’ sostituito dal seguente: “491. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno, sentite le associazioni delle persone con disabilita’ comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le procedure per l’istituzione della piattaforma di cui al comma 489, nel rispetto dei principi applicabili al trattamento dei dati personali, previsti dagli articoli 5 e 9, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 679/2016, e dagli articoli 2-sexies e 2-septies del Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche’ previo parere del Garante per la protezione dei dati personali e delle prescrizioni adottate ai sensi dell’articolo 2-quinquiesdecies del medesimo Codice. Per la costituzione della piattaforma di cui al primo periodo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’ avvalersi anche della societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e vi si provvede con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.”.

Dopo l’articolo 29 sono inseriti i seguenti:

« Art. 29-bis. – (Modifica all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) – 1. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e per i sussidi tecnici e informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”. Con proprio decreto di natura non regolamentare, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze aggiorna il comma 2 dell’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 14 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 1998, prevedendo che le persone con disabilità ai fini dell’applicazione dei benefici previsti possono produrre il certificato attestante l’invalidità funzionale permanente rilasciato dall’azienda sanitaria locale competente o dalla commissione medica integrata e sopprimendo la necessità di presentare contestualmente la specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’azienda sanitaria locale di appartenenza. Art. 29-ter. – (Semplificazione dei procedimenti di accertamento degli stati invalidanti e dell’handicap) – 1. Le commissioni mediche pubbliche preposte all’accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono autorizzate a redigere verbali sia di prima istanza che di revisione anche solo sugli atti, in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva. La valutazione sugli atti può essere richiesta dal diretto interessato o da chi lo rappresenta unitamente alla produzione di documentazione adeguata o in sede di redazione del certificato medico introduttivo. In tale secondo caso spetta al responsabile della commissione di accertamento indicare la documentazione sanitaria da produrre. Nelle ipotesi in cui la documentazione non sia sufficiente per una valutazione obiettiva, l’interessato è convocato a visita diretta

DECRETO-LEGGE 16 luglio 2020, n. 76  Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. (20G00096) Versione Integrale  (GU Serie Generale n.178 del 16-07-2020 – Suppl. Ordinario n. 24)

Testo del DDL di conversione del DL 76/2020 approvato dal Senato e dalla Camera

AULA, Seduta 396 – Decreto sulla semplificazione e l’innovazione digitale, approvazione definitiva Guarda il video

Applicazione Seeing AI per non vedenti su App Store

Seeing AI è un’app gratuita della Microsoft Corporation che racconta il mondo intorno a te. Progettato per ciechi e ipovedenti, questo progetto di ricerca in corso sfrutta la potenza dell’intelligenza artificiale per aprire il mondo visivo descrivendo persone, testi e oggetti vicini.

Ottimizzata per l’uso con VoiceOver, l’app consente di riconoscere:

• Testo breve: legge un testo non appena appare davanti alla fotocamera.

• Documenti: fornisce una guida audio per acquisire una pagina stampata e riconosce il testo insieme alla formattazione originale.

• Prodotti: esegue la scansione dei codici a barre, usando segnali acustici per guidare l’utente. Se disponibili, è possibile ascoltare il nome e le informazioni sulla confezione (funziona con iPhone 6 e versioni successive).

• Persone: salva i volti delle persone in modo da poterle riconoscere e ottenere una stima della loro età, sesso ed emozioni.

• Scene (anteprima anticipata): consente di ascoltare una descrizione generale della scena acquisita.

• Valute: riconosce le banconote (richiede iOS 11).

• Colore: identifica il colore.

• Luce: genera un segnale acustico corrispondente alla luminosità dell’ambiente circostante.

• Immagini in altre app: basta toccare “Condividi” e “Riconosci con Seeing AI” per descrivere immagini da Mail, Foto, Twitter e altro ancora.

• Esperienza di ricerca foto: descrive le foto sul telefono.

Seeing AI è stata creata per aiutarti a ottenere di più sfruttando la potenza del cloud e dell’intelligenza artificiale. Man mano che la ricerca avanza, è possibile aggiungere più canali.

Clicca qui per scaricarla dal App Store

Guarda le esercitazioni con questa playlist di YouTube: http://aka.ms/SeeingAIPlaylist

Per maggiori dettagli, visita http://SeeingAI.com

Recentemente è stato premiato da American Council of the Blind, American Foundation for the Blind’s Helen Keller Achievement Award, CES Asia, Mobile World Congress, FCC Chairman’s Awards for Advancements in Accessibility e AppleVis Hall of Fame.

Disponibile in 70 paesi tra cui Albania, Argentina, Australia, Bhutan, Brasile, Canada, Egitto, Unione Europea, Ghana, Hong Kong, Islanda, India, Israele, Giamaica, Giappone, Giordania, Kenya, Liberia, Macedonia, Madagascar, Malesia, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Filippine, Russia, Arabia Saudita, Sierra Leone, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Sri Lanka, Svizzera, Tanzania, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, USA, Regno Unito e Zimbabwe. Sarà presto disponibile in altri paesi.

Supportato su iPhone 5C, 5S e versioni successive; prestazioni ottimali con iPhone 6S, SE e modelli successivi.

Per domande, commenti e suggerimenti o richieste di funzionalità, inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo: seeingai@microsoft.com

SULL’IMPORTANZA DELLE PAROLE

L’ultima in ordine di tempo è l’uscita infelice promossa dalla pagina facebook INPSPERLAFAMIGLIA, che scimmiotta la pagina ufficiale dell’INPS e che potrebbe avere anche una connotazione umoristica ma sceglie di cadere nel becerismo usando la L. 104 al puro scopo di offendere (di solito chi viene considerato meno intelligente rispetto al proprio sé).
Ma senza scomodare una singola pagina, e volendola beneficiare del dubbio che l’amministratore non abbia davvero riflettuto su quanto possono colpire certi termini usati a sproposito chi davvero “beneficia” della L. 104 (un beneficio è qualcosa di positivo, beneficiare della 104 significa invece avere una disabilità, una patologia che presume la non completa autosufficienza, o anche un tumore), basta farsi un giro tra le pagine dei propri contatti. Persone singole, che magari ci vogliono bene davvero e che conoscono la nostra situazione, ma che spesso in un momento di rabbia o piuttosto di frustrazione personale, usano una conquista importante come questa legge (o anche la L.68/99) per colpire chi ritengono stupido.
A volte capita che certi aggettivi vengano usati per ignoranza, si da della troia a chi magari ci sta semplicemente molto molto antipatica quando il termine “troia” è la volgarizzazione di tutt’altro, dell’handicappato a chi per raggiungere un risultato ad esempio lavorativo ci mette il doppio del tempo che ci metteremmo noi.
Non credo invece ci si possa giustificare con l’ignoranza in questo caso. Usare la 104 per dare dello stupido presuppone la conoscenza dell’argomento, sapere che questo tipo di tutela viene concesso a persone per così dire in difficoltà. Forse si può parlare di una limitata conoscenza dell’argomento, dato che di base non serve avere una patologia mentale per ottenerla ma piuttosto il paniere delle possibilità è molto ampio: pensa se un giorno, chi di solito si diverte ad usarla per offendere il prossimo, dovesse fare un frontale in macchina e rimanere paralizzato dalla vita in giù! Passerebbe da uno stato ridanciano di una cosa importante come una legge, a vincere il giorno dopo il diritto all’accompagnatoria. Divertente, no? Oppure se questa persona si ritrovasse a dover accudire un figlio, un parente, affetto da una grave patologia che può comparire all’improvviso, ad esempio un tumore o la SLA. Troverebbe divertente apostrofare il suo affetto con le stesse parole che avrebbe usato fino a qualche giorno prima per colpire qualcuno colpevole solo di essere più ingenuo?
Le parole sono importanti, e non serve essere disabili o ammalati cronici per saperlo. Basta aver avuto dei buoni insegnamenti alle spalle, da tutti a partire dalla famiglia. Ad un certo punto nessuna giustificazione regge, ognuno è responsabile personalmente di quello che fa.
Lungi da me ergermi a santa e pura di cuore, le cazzate scappano a tutti e noi disabili non ne siamo immuni, ma ci sono uscite infelici e ci sono cattiverie usate con consapevolezza.
In tutto questo mi pongo anche una domanda: come poter fermare tutta questa ignoranza emotiva che, ricordiamolo, non coinvolge solo i social. I social sono l’espressione moderna delle chiacchere da bar, e ritorno al punto di prima quando sostengo che ad essere responsabili di ciò che scriviamo e diciamo siamo noi, non proprio i social.
Michela Magaraggia

Il Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

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Per saperne di più

La sessualità nella disabilità

Per iniziare questa rubrica in modo trasparente e privo di barriere,corro il rischio di toccare un tabù,ma l’identità sessuale è una cosa seria. Disabilità e diritto alla sessualità nel nostro Paese non trovano quasi mai conciliazione.Qualcuno la chiamera’mera prostituzione,ma senza assistenza il diritto alla sessualità  viene negato, costringendo nei fatti a soluzioni alternative,ai margini del legale,ma soprattutto sofferte per i familiari o per il disabile medesimo.Per ovviare a tutto ciò.Esiste una proposta presentata in Senato. Si chiede una legge per istituire e tutelare la figure dell’assistente sessuale per diversamente abili. Una figura professionale già presente in Svizzera, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Austria. Il disegno di legge si compone di un unico articolo che al comma 1 prevede l’istituzione presso ogni Regione di un elenco di assistenti per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone con disabilità mentre al comma 2 definisce i requisiti necessari per essere inseriti nell’elenco suddetto.Altra cosa è il fenomeno del devote.Gli individui che praticano il devotismo vengono chiamati con il termine devotee, e dichiarano un’attrazione sessuale per donne e uomini che possiedono un’handicap fisico o che hanno subito amputazioni di uno o più arti. La componente patologica di questo fenomeno risiede e prende consistenza nel fatto che l’interesse è indirizzato solo verso la parte amputata o l’handicap e raramente verso la persona e le sue qualità umane.Concludo con una frase di Herbert Marcuse:“Questa società cambia tutto ciò che tocca in una  fonte potenziale di progresso e di sfruttamento, di fatica miserabile e di soddisfazione, di libertà e d’oppressione. La sessualità non fa eccezione.”

Sara Zanon

Ostacoli in ogni angolo: Pavia nemica dei disabili

Press-IN anno X / n. 2164

Il Giorno del 14-10-2018

PAVIA. Una città che non ha ancora eliminato le barriere architettoniche e sensoriali e lo stato di generale inaccessibilità per i disabili. Con questa motivazione ieri mattina l’Aila (l’Associazione italiana lotta abusi) ha presentato un esposto alla Procura di Pavia. A consegnarlo, Ada Orsatti, presidente nazionale di Aila (l’Associazione è presente con oltre 40 sezioni su tutto il territorio nazionale). Insieme alla vicepresidente Serena Lanzoni e Marco Montini, referente di Aila per la provincia di Pavia, ha percorso alcune strade della città per dimostrare la presenza di ostacoli per chi si sposta in carrozzina, come per i disabili sensoriali o più semplicemente per una mamma che spinge un passeggino. “La zona che si trova davanti all’Ats – ha sottolineato Ada Orsatti – “una di quelle che presentano maggiori ostacoli non solo per le persone diversamente abili, ma anche per gli anziani o le mamme con i passeggini: mancano scivoli per i passaggi pedonali e il selciato dei portici è costellato di buche”.

“Una situazione che si incontra in moltissimi altri punti di Pavia – ha aggiunto Marco Montini -, a partire dal centro storico. Denunciamo in particolare la mancanza di accessibilità ai palazzi delle istituzioni, a partire dal tribunale per arrivare al Policlinico San Matteo, senza dimenticare le difficoltà che si incontrano anche ad entrare nella maggior parte degli studi medici e delle farmacie”. In alcuni casi, infatti, quando un disabile si presenta davanti allo studio medico è il professionista a dover uscire in strada per visitarlo. Impossibile anche raggiungere alcune fermate dell’autobus, troppo alto lo scalino.

“Pure il sottopassaggio di piazza della Minerva – ha aggiunto Montini – è inutilizzabile per chi si sposta in carrozzella, come dai numerosi studenti fuori sede che si spostano trascinando un trolley. Abbiamo ricevuto 3600 segnalazioni da parte di utenti che si lamentavano oltre a diverse lagnanze che mi sono state presentate verbalmente”. “Per legge -sottolinea la presidente Orsatti – i non vedenti devono avere i percorsi a terra, altrimenti non possono muoversi in piena autonomia. E a Pavia mancano”.

La presidente quindi chiede al sindaco Massimo Depaoli di intervenire: “Abbiamo incontrato il primo cittadino due anni e mezzo fa – ha affermato ancora Ada Orsatti -: da parte sua e della giunta c’era stato l’impegno a un confronto costruttivo per cercare di porre rimedio al grave problema delle barriere architettoniche e sensoriali. Ma da quel momento in poi gli amministratori di Pavia non hanno più voluto sentirci e la situazione in città è, se possibile, ulteriormente peggiorata. A questo punto per noi è stato inevitabile presentare un esposto in Procura. Sarà la magistratura a stabilire di chi è la responsabilità di questo mancato rispetto di leggi internazionali e nazionali, nonché degli stessi principi sanciti nella Costituzione italiana”.

di Manuela Marziani

IL Giorno –Ostacoli in ogni angolo: Pavia nemica dei disabili

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