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disabili

Applicazione Seeing AI per non vedenti su App Store

Seeing AI è un’app gratuita della Microsoft Corporation che racconta il mondo intorno a te. Progettato per ciechi e ipovedenti, questo progetto di ricerca in corso sfrutta la potenza dell’intelligenza artificiale per aprire il mondo visivo descrivendo persone, testi e oggetti vicini.

Ottimizzata per l’uso con VoiceOver, l’app consente di riconoscere:

• Testo breve: legge un testo non appena appare davanti alla fotocamera.

• Documenti: fornisce una guida audio per acquisire una pagina stampata e riconosce il testo insieme alla formattazione originale.

• Prodotti: esegue la scansione dei codici a barre, usando segnali acustici per guidare l’utente. Se disponibili, è possibile ascoltare il nome e le informazioni sulla confezione (funziona con iPhone 6 e versioni successive).

• Persone: salva i volti delle persone in modo da poterle riconoscere e ottenere una stima della loro età, sesso ed emozioni.

• Scene (anteprima anticipata): consente di ascoltare una descrizione generale della scena acquisita.

• Valute: riconosce le banconote (richiede iOS 11).

• Colore: identifica il colore.

• Luce: genera un segnale acustico corrispondente alla luminosità dell’ambiente circostante.

• Immagini in altre app: basta toccare “Condividi” e “Riconosci con Seeing AI” per descrivere immagini da Mail, Foto, Twitter e altro ancora.

• Esperienza di ricerca foto: descrive le foto sul telefono.

Seeing AI è stata creata per aiutarti a ottenere di più sfruttando la potenza del cloud e dell’intelligenza artificiale. Man mano che la ricerca avanza, è possibile aggiungere più canali.

Clicca qui per scaricarla dal App Store

Guarda le esercitazioni con questa playlist di YouTube: http://aka.ms/SeeingAIPlaylist

Per maggiori dettagli, visita http://SeeingAI.com

Recentemente è stato premiato da American Council of the Blind, American Foundation for the Blind’s Helen Keller Achievement Award, CES Asia, Mobile World Congress, FCC Chairman’s Awards for Advancements in Accessibility e AppleVis Hall of Fame.

Disponibile in 70 paesi tra cui Albania, Argentina, Australia, Bhutan, Brasile, Canada, Egitto, Unione Europea, Ghana, Hong Kong, Islanda, India, Israele, Giamaica, Giappone, Giordania, Kenya, Liberia, Macedonia, Madagascar, Malesia, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Filippine, Russia, Arabia Saudita, Sierra Leone, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Sri Lanka, Svizzera, Tanzania, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, USA, Regno Unito e Zimbabwe. Sarà presto disponibile in altri paesi.

Supportato su iPhone 5C, 5S e versioni successive; prestazioni ottimali con iPhone 6S, SE e modelli successivi.

Per domande, commenti e suggerimenti o richieste di funzionalità, inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo: seeingai@microsoft.com

SULL’IMPORTANZA DELLE PAROLE

L’ultima in ordine di tempo è l’uscita infelice promossa dalla pagina facebook INPSPERLAFAMIGLIA, che scimmiotta la pagina ufficiale dell’INPS e che potrebbe avere anche una connotazione umoristica ma sceglie di cadere nel becerismo usando la L. 104 al puro scopo di offendere (di solito chi viene considerato meno intelligente rispetto al proprio sé).
Ma senza scomodare una singola pagina, e volendola beneficiare del dubbio che l’amministratore non abbia davvero riflettuto su quanto possono colpire certi termini usati a sproposito chi davvero “beneficia” della L. 104 (un beneficio è qualcosa di positivo, beneficiare della 104 significa invece avere una disabilità, una patologia che presume la non completa autosufficienza, o anche un tumore), basta farsi un giro tra le pagine dei propri contatti. Persone singole, che magari ci vogliono bene davvero e che conoscono la nostra situazione, ma che spesso in un momento di rabbia o piuttosto di frustrazione personale, usano una conquista importante come questa legge (o anche la L.68/99) per colpire chi ritengono stupido.
A volte capita che certi aggettivi vengano usati per ignoranza, si da della troia a chi magari ci sta semplicemente molto molto antipatica quando il termine “troia” è la volgarizzazione di tutt’altro, dell’handicappato a chi per raggiungere un risultato ad esempio lavorativo ci mette il doppio del tempo che ci metteremmo noi.
Non credo invece ci si possa giustificare con l’ignoranza in questo caso. Usare la 104 per dare dello stupido presuppone la conoscenza dell’argomento, sapere che questo tipo di tutela viene concesso a persone per così dire in difficoltà. Forse si può parlare di una limitata conoscenza dell’argomento, dato che di base non serve avere una patologia mentale per ottenerla ma piuttosto il paniere delle possibilità è molto ampio: pensa se un giorno, chi di solito si diverte ad usarla per offendere il prossimo, dovesse fare un frontale in macchina e rimanere paralizzato dalla vita in giù! Passerebbe da uno stato ridanciano di una cosa importante come una legge, a vincere il giorno dopo il diritto all’accompagnatoria. Divertente, no? Oppure se questa persona si ritrovasse a dover accudire un figlio, un parente, affetto da una grave patologia che può comparire all’improvviso, ad esempio un tumore o la SLA. Troverebbe divertente apostrofare il suo affetto con le stesse parole che avrebbe usato fino a qualche giorno prima per colpire qualcuno colpevole solo di essere più ingenuo?
Le parole sono importanti, e non serve essere disabili o ammalati cronici per saperlo. Basta aver avuto dei buoni insegnamenti alle spalle, da tutti a partire dalla famiglia. Ad un certo punto nessuna giustificazione regge, ognuno è responsabile personalmente di quello che fa.
Lungi da me ergermi a santa e pura di cuore, le cazzate scappano a tutti e noi disabili non ne siamo immuni, ma ci sono uscite infelici e ci sono cattiverie usate con consapevolezza.
In tutto questo mi pongo anche una domanda: come poter fermare tutta questa ignoranza emotiva che, ricordiamolo, non coinvolge solo i social. I social sono l’espressione moderna delle chiacchere da bar, e ritorno al punto di prima quando sostengo che ad essere responsabili di ciò che scriviamo e diciamo siamo noi, non proprio i social.
Michela Magaraggia

Il Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

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Per saperne di più

La sessualità nella disabilità

Per iniziare questa rubrica in modo trasparente e privo di barriere,corro il rischio di toccare un tabù,ma l’identità sessuale è una cosa seria. Disabilità e diritto alla sessualità nel nostro Paese non trovano quasi mai conciliazione.Qualcuno la chiamera’mera prostituzione,ma senza assistenza il diritto alla sessualità  viene negato, costringendo nei fatti a soluzioni alternative,ai margini del legale,ma soprattutto sofferte per i familiari o per il disabile medesimo.Per ovviare a tutto ciò.Esiste una proposta presentata in Senato. Si chiede una legge per istituire e tutelare la figure dell’assistente sessuale per diversamente abili. Una figura professionale già presente in Svizzera, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Austria. Il disegno di legge si compone di un unico articolo che al comma 1 prevede l’istituzione presso ogni Regione di un elenco di assistenti per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone con disabilità mentre al comma 2 definisce i requisiti necessari per essere inseriti nell’elenco suddetto.Altra cosa è il fenomeno del devote.Gli individui che praticano il devotismo vengono chiamati con il termine devotee, e dichiarano un’attrazione sessuale per donne e uomini che possiedono un’handicap fisico o che hanno subito amputazioni di uno o più arti. La componente patologica di questo fenomeno risiede e prende consistenza nel fatto che l’interesse è indirizzato solo verso la parte amputata o l’handicap e raramente verso la persona e le sue qualità umane.Concludo con una frase di Herbert Marcuse:“Questa società cambia tutto ciò che tocca in una  fonte potenziale di progresso e di sfruttamento, di fatica miserabile e di soddisfazione, di libertà e d’oppressione. La sessualità non fa eccezione.”

Sara Zanon

Ostacoli in ogni angolo: Pavia nemica dei disabili

Press-IN anno X / n. 2164

Il Giorno del 14-10-2018

PAVIA. Una città che non ha ancora eliminato le barriere architettoniche e sensoriali e lo stato di generale inaccessibilità per i disabili. Con questa motivazione ieri mattina l’Aila (l’Associazione italiana lotta abusi) ha presentato un esposto alla Procura di Pavia. A consegnarlo, Ada Orsatti, presidente nazionale di Aila (l’Associazione è presente con oltre 40 sezioni su tutto il territorio nazionale). Insieme alla vicepresidente Serena Lanzoni e Marco Montini, referente di Aila per la provincia di Pavia, ha percorso alcune strade della città per dimostrare la presenza di ostacoli per chi si sposta in carrozzina, come per i disabili sensoriali o più semplicemente per una mamma che spinge un passeggino. “La zona che si trova davanti all’Ats – ha sottolineato Ada Orsatti – “una di quelle che presentano maggiori ostacoli non solo per le persone diversamente abili, ma anche per gli anziani o le mamme con i passeggini: mancano scivoli per i passaggi pedonali e il selciato dei portici è costellato di buche”.

“Una situazione che si incontra in moltissimi altri punti di Pavia – ha aggiunto Marco Montini -, a partire dal centro storico. Denunciamo in particolare la mancanza di accessibilità ai palazzi delle istituzioni, a partire dal tribunale per arrivare al Policlinico San Matteo, senza dimenticare le difficoltà che si incontrano anche ad entrare nella maggior parte degli studi medici e delle farmacie”. In alcuni casi, infatti, quando un disabile si presenta davanti allo studio medico è il professionista a dover uscire in strada per visitarlo. Impossibile anche raggiungere alcune fermate dell’autobus, troppo alto lo scalino.

“Pure il sottopassaggio di piazza della Minerva – ha aggiunto Montini – è inutilizzabile per chi si sposta in carrozzella, come dai numerosi studenti fuori sede che si spostano trascinando un trolley. Abbiamo ricevuto 3600 segnalazioni da parte di utenti che si lamentavano oltre a diverse lagnanze che mi sono state presentate verbalmente”. “Per legge -sottolinea la presidente Orsatti – i non vedenti devono avere i percorsi a terra, altrimenti non possono muoversi in piena autonomia. E a Pavia mancano”.

La presidente quindi chiede al sindaco Massimo Depaoli di intervenire: “Abbiamo incontrato il primo cittadino due anni e mezzo fa – ha affermato ancora Ada Orsatti -: da parte sua e della giunta c’era stato l’impegno a un confronto costruttivo per cercare di porre rimedio al grave problema delle barriere architettoniche e sensoriali. Ma da quel momento in poi gli amministratori di Pavia non hanno più voluto sentirci e la situazione in città è, se possibile, ulteriormente peggiorata. A questo punto per noi è stato inevitabile presentare un esposto in Procura. Sarà la magistratura a stabilire di chi è la responsabilità di questo mancato rispetto di leggi internazionali e nazionali, nonché degli stessi principi sanciti nella Costituzione italiana”.

di Manuela Marziani

IL Giorno –Ostacoli in ogni angolo: Pavia nemica dei disabili

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Ostacoli in ogni angolo: Pavia nemica dei disabili

Esposto dell’Aila dopo un tour tra le barriere architettoniche della città

di MANUELA MARZIANI

Pavia, 14 ottobre 2018 – Una città che non ha ancora eliminato le barriere architettoniche e sensoriali e lo stato di generale inaccessibilità per i disabili. Con questa motivazione ieri mattina l’Aila (l’Associazione italiana lotta abusi) ha presentato un esposto alla Procura di Pavia. A consegnarlo, Ada Orsatti, presidente nazionale di Aila (l’Associazione è presente con oltre 40 sezioni su tutto il territorio nazionale). Insieme alla vicepresidente Serena Lanzoni e Marco Montini, referente di Aila per la provincia di Pavia, ha percorso alcune strade della città per dimostrare la presenza di ostacoli per chi si sposta in carrozzina, come per i disabili sensoriali o più semplicemente per una mamma che spinge un passeggino. «La zona che si trova davanti all’Ats – ha sottolineato Ada Orsatti – è una di quelle che presentano maggiori ostacoli non solo per le persone diversamente abili, ma anche per gli anziani o le mamme con i passeggini: mancano scivoli per i passaggi pedonali e il selciato dei portici è costellato di buche».

«Una situazione che si incontra in moltissimi altri punti di Pavia – ha aggiunto Marco Montini -, a partire dal centro storico. Denunciamo in particolare la mancanza di accessibilità ai palazzi delle istituzioni, a partire dal tribunale per arrivare al Policlinico San Matteo, senza dimenticare le difficoltà che si incontrano anche ad entrare nella maggior parte degli studi medici e delle farmacie». In alcuni casi, infatti, quando un disabile si presenta davanti allo studio medico è il professionista a dover uscire in strada per visitarlo. Impossibile anche raggiungere alcune fermate dell’autobus, troppo alto lo scalino.

«Pure il sottopassaggio di piazza della Minerva – ha aggiunto Montini – è inutilizzabile per chi si sposta in carrozzella, come dai numerosi studenti fuori sede che si spostano trascinando un trolley. Abbiamo ricevuto 3600 segnalazioni da parte di utenti che si lamentavano oltre a diverse lagnanze che mi sono state presentate verbalmente». «Per legge – sottolinea la presidente Orsatti – i non vedenti devono avere i percorsi a terra, altrimenti non possono muoversi in piena autonomia. E a Pavia mancano».

La presidente quindi chiede al sindaco Massimo Depaoli di intervenire: «Abbiamo incontrato il primo cittadino due anni e mezzo fa – ha affermato ancora Ada Orsatti -: da parte sua e della giunta c’era stato l’impegno a un confronto costruttivo per cercare di porre rimedio al grave problema delle barriere architettoniche e sensoriali. Ma da quel momento in poi gli amministratori di Pavia non hanno più voluto sentirci e la situazione in città è, se possibile, ulteriormente peggiorata. A questo punto per noi è stato inevitabile presentare un esposto in Procura. Sarà la magistratura a stabilire di chi è la responsabilità di questo mancato rispetto di leggi internazionali e nazionali, nonché degli stessi principi sanciti nella Costituzione italiana».

Puoi sostenere l’AILA versando il tuo 5×1000 nella dichiarazione dei redditi

Grazie al contributo di Tutti, possiamo realizzare grandi cose!!

Ci battiamo per eliminare ogni forma di discriminazione o di non osservanza e violazione delle normative che tutelano i diritti delle persone con disabilità ed in condizione di fragilità sociale, cerchiamo di creare le condizioni affinché la società sia sempre più inclusiva e permetta a tutti di vivere in modo pieno e il più indipendentemente possibile, eliminando gradualmente tutte le barriere culturali ed architettoniche.

Puoi sostenere l’AILA svolgendo un’attività di volontariato, ma puoi aiutarci anche versando il tuo 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, a Te non costa nulla, per Noi potrebbe essere un importante sostegno per continuare ad aiutare le Persone.

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” TUTTI INSIEME PER DARCI UNA MANO ” – Incontro di Basket in carrozzina presso il palazzetto sportivo Malnate

” TUTTI INSIEME PER DARCI UNA MANO ” – Incontro di Basket in carrozzina presso il palazzetto sportivo di via Gasparotto a Malnate, Cimberio H.S. Varese – SBS Bergamo ore 20,30. entrata a offerta libera, il ricavato verrà devoluto ai progetti scolastici di inclusione dell’istituto comprensivo “Iqbal Masih” di Malnate

 

Mariano Comense : Posti per disabili , riecco i furbetti, già denunciati 436 casi a Mariano

L’allarme. Da inizio anno boom di segnalazioni all’associazione AILA. Ieri due casi in presa diretta la presidente Orsatti chiede un incontro al Comune. Il sindaco: sensibili al problema, ci siamo 
Articolo uscito oggi su La provincia di Como di Silvia Rigamonti 
Le strisce gialle orizzontali sono evidenti così come il cartello: “rispetta il prossimo: perché già solo se ne hai diritto“. Eppure, nei posteggi nati tutti intorno al forum, sono altri due gli automobilisti pizzicate a lasciare l’auto senza contrassegno nello stallo riservato ai disabili. A distanza di sei mesi dalla denuncia dei diffusi casi di “Furti” di posti macchina in città, il fenomeno sembra duro a scomparire fuori dell’iperal di via XX Settembre a Mariano.
Di fianco all’ingresso del supermercato si aprono due spazi dedicati agli utenti diversamente abili. Ieri mattina, però, è bastato appostarsi per una manciata di minuti (erano le 11.25), per vedere uno dei due posti occupati da una Fiat punto grigia senza necessario talloncino. In zona di certo non mancano i posteggi. Sotto il market, infatti, È stata ricavata un’ampia area parcheggio collegata al piano superiore da un ascensore.
Dalla stazione all’ufficio postale
Non va meglio alvicino “forum”. Qui, appena fuori negozi e bar che si snodano intorno alla palazzina, si apre una distesa di parcheggi. A tempo. Eppure, l’ultimo lunedì di gennaio, si nota un SUV bianco, sprovvisto di tagliando, fermo nello spazio dedicato ai disabili. Erano le 11:40. A dispetto del cartello e delle norme parcheggiare tra le strisce gialle, senza averne diritto, comporta una multa di 82 euro e -2 punti detratti dalla patente di guida..<< Dalla befana a oggi, sono 436 le segnalazioni di “furti “ Del posteggio e affini arrivate da mariano la nostra realtà >> a parlare così È Ada Orsatti, Presidente dell’associazione italiana lotta abusi, AILA, Pronta a scendere sul campo per tentare di arginare un fenomeno che, come scrivono i numeri, rimane alto e diffuso. I messaggi inoltrati al gruppo permettono, infatti, di individuare sulla cartina della città i punti “rossi” per quanti si muovono non solo in carrozzina. << tante segnalazioni arrivano dalla stazione, l’ufficio postale ( in via XX Settembre,ndr), Le farmacie e ancora il supermercato – spiega – basti pensare che sotto Natale siamo arrivati a contare oltre un migliaio di messaggi proveniente dal paese>>. Il gradino troppo alta all’ingresso del negozio, la mancanza di percorsi per non vedenti e posto auto soffiato da chi non ne ha diritto: queste sono solo alcune delle situazioni denunciate ad AILA.
<< È nostra intenzione incontrare il sindaco di Mariano sul campo per affrontare la tematica. Sembra mancare, infatti, sensibilità al problema da parte delle persone che non vivono il nostro disagio -aggiunge Ada-. Gli episodi di furto del posteggio, ad esempio, si ripetono sempre. Eppure basterebbe un po’ di buon senso per capire che il parcheggio più ampio per disabili serve a quanti devono salire scendere dalla macchina in carrozzina>> 
Il primo cittadino raccogliere invito all’incontro.<< È un tema che mi sta molto cuore>> Spiega Giovanni Marchisio.Da parte sua, infatti, il Comune aveva cercato di andare incontro alle richieste, Aumentando il numero di parcheggi dedicati ai disabili. <<Otto posti in più>> 
Otto gli stalli a strisce gialle ricavati in città negli ultimi anni: Dalla frazione, con via Morandi ancora via Toscanini, al centro città, con via Risorgimento è ancora via Isonzo, sino alla periferia con via Fumagalli. 
Un’azione che si aggiunge la possibilità data ai disabili di parcheggiare negli stalli, che sarebbero a pagamento, gratuitamente. Per un limite massimo di tre ore. Ovviamente necessario esporre il tagliando.

L’altro nodo
Troppe barriere architettoniche in città
Accessibile un negozio su cinque
Non solo i furbetti Del parcheggio. Nel salotto buono di mariano resistono anche le barriere architettoniche. Basta, infatti, un solo gradino per impedire a quanti si muovono in carrozzina di bere un caffè al bar a comprare il pane. Guardando le vetrine si nota come solo negozio su cinque sia “portata“ di disabile.
Il numero emerge dal censimento di 70 attività del centro storico: sono 15 risultano avere lo scivolo per superare il dislivello all’ingresso. Il discorso vale sia in piazza Roma che in via Santo Stefano e via risorgimento.
I nuovi sono a norma
A guardare bene, in negozio enorme in centro a mariano sono quelli inaugurati di recente. Si tratta di attività pensate a livello della strada, senza avere quindi la necessità di ricorrere a una pedana. Ancora sono locali che hanno trovato lo spazio per installare all’ingresso uno scivolo o un campanello utile per chiedere assistenza o negozi ristrutturati, o un’operazione eseguita nel rispetto delle norme sull’accessibilità. Infine le farmacie che, nel tempo, si sono adattate alle esigenze di parte dei loro utenti.