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News

Messaggio inps n°3960 del 28/10/2020

Riconoscimento del c.d. “incremento al milione” dal compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali, ciechi civili assoluti o sordi titolari di pensione. Presentazione domande telematiche e precisazioni

  1. Premessa

Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020, ha esteso il diritto alla maggiorazione previsto dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (c.d. “incremento al milione”), finora spettante ai soggetti con più di sessanta anni, agli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità prevista dall’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, di età compresa tra i diciotto e i sessanta anni.

Con la circolare n. 107 del 23 settembre 2020 sono state fornite le prime indicazioni operative in merito all’attuazione della nuova norma.

Con il presente messaggio si forniscono indicazioni relativamente alle modalità di pagamento dell’incremento nei confronti degli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi.

  1. Riconoscimento d’ufficio della maggiorazione economica

Come indicato nella citata circolare n. 107/2020, agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione, la maggiorazione economica è riconosciuta d’ufficio. Non è quindi necessaria alcuna domanda da parte degli interessati.

L’aumento per gli aventi diritto sarà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020. L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità, nel rispetto dei limiti di reddito previsti dalla norma (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).

  1. Domanda di ricostituzione

Se i redditi personali dei soggetti indicati nel paragrafo precedente hanno subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul diritto alla maggiorazione, ovvero non sono stati comunicati all’INPS attraverso le previstemodalità, non sarà possibile procedere d’ufficio al riconoscimento della maggiorazione.

In tali casi, l’interessato dovrà quindi presentare una domanda amministrativa di ricostituzione reddituale, utilizzando l’apposito servizio online sul sito www.inps.it, oppure rivolgendosi alla Struttura territoriale di competenza o a un Istituto di patronato regolarmente abilitato a prestare tale servizio di assistenza.

Una volta effettuata la ricostituzione reddituale la Struttura territoriale procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio.

  1. Importi superiori ai mille euro

Si ricorda che, ai sensi della normativa vigente, le pensioni di importo superiore ai mille euro devono essere accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.

Pertanto, i pensionati che percepiscono la pensione in contanti e che, per effetto della maggiorazione, hanno diritto a un importo mensile complessivo superiore ai mille euro, ove non ne siano già titolari, dovranno dotarsi di un conto corrente bancario o postale, di un libretto postale o di una carta prepagata, identificati dall’apposito codice IBAN, intestato al titolare della prestazione, su cui desiderano che sia accreditata la pensione.

Il relativo IBAN dovrà essere immediatamente comunicato all’INPS, mediante variazione delle modalità di pagamento che potrà essere richiesta direttamente all’ufficio postale o sportello bancario dove è instaurato il rapporto finanziario. Sarà cura dell’Ente pagatore, come da contratto in essere, comunicare la variazione all’INPS tramite il Data Base condiviso.

In alternativa, la comunicazione potrà avvenire utilizzando l’apposito servizio online “Variazione dell’ufficio pagatore per prestazioni pensionistiche” o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.

Il Direttore generale vicario

Vincenzo Caridi

Circolare sulla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro per il contenimento del rischio di contagio da Coronavirus , chi sono i lavoratori fragili?

Il 4 settembre è stata pubblicata dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della Salute una circolare congiunta sulla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro per il contenimento del rischio di contagio da Covid, in particolare chiarendo chi sono i lavoratori fragili, ovvero a maggior rischio.

La circolare stabilisce innanzitutto che, in relazione al rischio di contagiarsi da Coronavirus, i lavoratori e le lavoratrici devono poter richiedere al datore di lavoro adeguate misure di sorveglianza sanitaria in presenza di patologie con scarso compenso clinico come malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, con documentazione medica attestante la relativa patologia.

CHI SONO I LAVORATORI FRAGILI
La circolare fa quindi chiarezza su chi sono considerati lavoratori fragili, anche in vista della riapertura delle scuole, e quindi sul ritorno in aula anche degli insegnanti: categoria dall’età media alta nel nostro Paese.
La circolare segnala che per stabilire gli elementi di maggiore o minore“rischio” ci si è basati sui dati epidemiologici, che hanno mostrato come la maggiore fragilità si sia registrata certamente nelle fasce di età più elevata di popolazione, ma soprattutto se in presenza di alcune malattie cronico degenerative, che possono contribuire ad aggravare l’esito dell’eventuale patologia in caso di infezione.
Dalle analisi dei dati prodotti dal sistema di sorveglianza epidemiologica sui pazienti deceduti, i dati hanno dimostrato che:

  • il rischio di contagio da Covid-19 non è molto differente nelle diverse fasce di età lavorativa
  • il 96% dei deceduti presentavano una comorbilità. Nello specifico: il 13,9% aveva una patologia, il 20,4% due patologie, il 61,8% tre o più patologie.
    -le patologie più frequenti erano malattie cronico degenerative a carico degli apparati cardiovascolare, respiratorio, renale e da malattie dismetaboliche. In presenza di queste patologie, nelle fasce di maggiore età dei lavoratori si è visto un andamento crescente della mortalità
  • altre comorbilità di rilievo riscontrate sono quelle a carico del sistema immunitario ed oncologiche, non necessariamente correlabili all’età.

NON BASTA L’ELEMENTO DELL’ETÀ
Da questi dati si evince che il solo dato dell’età non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative. La circolare sottolinea che non c’è alcun automatismo tra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità: tale “maggiore fargilità” nelle fasce più elevate va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio.
L’elemento dell’età era stato in particolare messo in luce in questi giorni di ritorno in aula, relativamente alla categorie degli insegnanti: in Italia i docenti hanno una media d’età molto alta. Stando quindi a queste precisazioni, non potranno essere definiti categorie di lavoratori fragili esclusivamente per l’elemento anagrafico.

VISITA PER LA CONDIZIONE DI FRAGILITÀ
E’ riconosciuto il diritto, ai lavoratori e alle lavoratrici, di poter richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da Covid-19, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (es. malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche). Le eventuali richieste vanno presentate con opportuna documentazione medica, relativa alla patologia diagnosticata, a supporto della valutazione del medico competente che deve essere nominato dal datore di lavoro. Nel caso in cui non sia presente il medico per la sorveglianza sanitaria (es nelle scuole), il datore può mandare il lavoratore a visita presso:

  • l’INAIL
  • Le ASL
  • I dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università

IL GIUDIZIO MEDICO LEGALE
Per poter effettuare una valutazione della eventuale condizione di fragilità del lavoratore, il datore dovrà fornire al medico incaricato una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore e della sua postazione, oltre alle misure adottate per ridurre il rischio da SARS-CoV-2, in attuazione del Protocollo condiviso del 24 aprile 2020.
L’esito della valutazione potrà essere di idoneità, fornendo indicazioni per soluzioni maggiormente cautelative della salute del lavoratore, o di inidoneità, solo nei casi in cui non siano possibili soluzioni alternative.
Si potrà ripetere periodicamente la visita, anche alla luce dell’andamento epidemiologico e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche in termini di prevenzione, diagnosi e cura.

https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2020/Circolare-n-13-del-04092020-lavoratori-fragili-SARS-CoV-2.pdf

Approvato, in via definitiva, il disegno di legge semplificativo, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale

La Camera, con 214 sì, 149 no e 4 astenuti, ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale (C. 2648​)

Art. 29

Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilita’ agli strumenti informatici e piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni 1. Al fine di favorire l’accesso delle persone con disabilita’ agli strumenti informatici, alla legge 9 gennaio 2004, n. 4, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, comma 2, dopo le parole “della pubblica amministrazione” sono inserite le seguenti: “, nonche’ alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico attraverso i nuovi sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione in rete”; b) all’articolo 2, comma 1, lettera a-quinquies, le parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 1-bis”; c) all’articolo 3, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente: “1-bis. La presente legge si applica altresi’ ai soggetti giuridici diversi da quelli di cui al comma 1, che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attivita’, superiore a novecento milioni di euro.”; d) all’articolo 4: 1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La previsione di cui al secondo periodo si applica anche all’acquisizione di beni o alla fornitura di servizi effettuata dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis.”; 2) al comma 2, le parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 1-bis”; e) all’articolo 7: 1) al primo comma, le parole “L’Agenzia”, sono sostituite dalle seguenti: “Nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, l’Agenzia”; f) all’articolo 9: 1) al comma 1, dopo le parole “della presente legge” sono inserite le seguenti: “da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1”; 2) dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente: “1-bis. L’inosservanza delle disposizioni della presente legge da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis, e’ accertata e sanzionata dall’AgID, fermo restando il diritto del soggetto discriminato di agire ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Se a seguito dell’istruttoria l’AgID ravvisa violazioni della presente legge, fissa il termine per l’eliminazione delle infrazioni stesse da parte del trasgressore. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al periodo precedente, l’AgID applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato.”. 2. All’articolo 1 della legge del 28 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 489, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “Il Fondo e’ destinato all’istituzione di una piattaforma unica nazionale informatica, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito dell’archivio nazionale dei veicoli previsto dall’articolo 226, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per consentire la verifica delle targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni, rilasciati ai sensi dell’articolo 381, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, al fine di agevolare la mobilita’, sull’intero territorio nazionale, delle persone titolari dei predetti contrassegni.”, b) il comma 491, e’ sostituito dal seguente: “491. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno, sentite le associazioni delle persone con disabilita’ comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le procedure per l’istituzione della piattaforma di cui al comma 489, nel rispetto dei principi applicabili al trattamento dei dati personali, previsti dagli articoli 5 e 9, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 679/2016, e dagli articoli 2-sexies e 2-septies del Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche’ previo parere del Garante per la protezione dei dati personali e delle prescrizioni adottate ai sensi dell’articolo 2-quinquiesdecies del medesimo Codice. Per la costituzione della piattaforma di cui al primo periodo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’ avvalersi anche della societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e vi si provvede con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.”.

Dopo l’articolo 29 sono inseriti i seguenti:

« Art. 29-bis. – (Modifica all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) – 1. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e per i sussidi tecnici e informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”. Con proprio decreto di natura non regolamentare, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze aggiorna il comma 2 dell’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 14 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 1998, prevedendo che le persone con disabilità ai fini dell’applicazione dei benefici previsti possono produrre il certificato attestante l’invalidità funzionale permanente rilasciato dall’azienda sanitaria locale competente o dalla commissione medica integrata e sopprimendo la necessità di presentare contestualmente la specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’azienda sanitaria locale di appartenenza. Art. 29-ter. – (Semplificazione dei procedimenti di accertamento degli stati invalidanti e dell’handicap) – 1. Le commissioni mediche pubbliche preposte all’accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono autorizzate a redigere verbali sia di prima istanza che di revisione anche solo sugli atti, in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva. La valutazione sugli atti può essere richiesta dal diretto interessato o da chi lo rappresenta unitamente alla produzione di documentazione adeguata o in sede di redazione del certificato medico introduttivo. In tale secondo caso spetta al responsabile della commissione di accertamento indicare la documentazione sanitaria da produrre. Nelle ipotesi in cui la documentazione non sia sufficiente per una valutazione obiettiva, l’interessato è convocato a visita diretta

DECRETO-LEGGE 16 luglio 2020, n. 76  Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. (20G00096) Versione Integrale  (GU Serie Generale n.178 del 16-07-2020 – Suppl. Ordinario n. 24)

Testo del DDL di conversione del DL 76/2020 approvato dal Senato e dalla Camera

AULA, Seduta 396 – Decreto sulla semplificazione e l’innovazione digitale, approvazione definitiva Guarda il video

Dal 1 settembre stop alla tassa aggiuntiva al ticket su tutto il territorio nazionale. Rimane invece il ticket per i cittadini non esenti


Il ritorno dalle vacanze ha portato una novità positiva per i cittadini italiani: da ieri, 1 settembre, è stato infatti abolito il Superticket sanitario in tutta Italia e per tutti.
La novità, contenuta nell’ultima manovra finanziaria, prevede che adesso tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito o da altre condizioni, non debbano pagare, su alcune prestazioni specialistiche come visite ed esami erogati dal sistema Sanitario Nazionale, la quota variabile in aggiunta al ticket nomale, in genere di 10 euro.
TASSA TOLTA PER TUTTI I CITTADINI DI OGNI REGIONE
Va anche detto che già alcune regioni avevano provveduto negli anni a togliere o ridurre il superticket per venire incontro soprattutto alle fasce meno abbienti della popolazione. La cosa aveva prodotto una forte disparità nel territorio nazionale: per una stessa prestazione i cittadini potevano pagare cifre diverse nelle diverse regioni. Per coprire i mancati introiti che le regioni avranno dopo la soppressione della tassa è previsto che ciascuna regione riceva del denaro nel fondo sanitario nazionale: tale abolizione vale, solo per il 2020 circa 165 milioni di euro, e 490 per gli anni successivi.
IL TICKET RIMANE
Ricordiamo che il superticket non deve essere confuso con il ticket, che invece rimane a carico degli assistiti (a meno che non siano esenti): il superticket era una “tassa” che le persone non esenti dovevano pagare in aggiunta al ticket – qualora non diversamente previsto dalla loro Regione. Significa quindi che il cittadino non esente, quando dovrà fare una visita con ricetta a carico del SSN dovrà pagare il solo ticket come compartecipazione alla spesa, il cui importo varia a seconda della prestazione, attestandosi tra i 30 e i 36 euro circa.
CHI E’ ESENTE DAL PAGAMENTO DEL TICKET SANITARIO
In alcuni casi i cittadini possono essere esentati dal pagamento del ticket per alcune o tutte le visite e prestazioni del SSN. Questo vale nei seguenti casi:
in particolari situazioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale;
in presenza di determinate patologie (croniche o rare);
in caso di riconoscimento dello stato di invalidità:
in altri casi particolari (gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell’HIV).
Per conoscere importi, esenzioni e regolamenti relativi al ticket della propria regione, potete consultare la pagina dedicata.
Soddisfazione per la misura è stata espressa dal Ministro della Salute, Roberto Speranza: “Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione.” Così ieri il Ministro sul suo profilo Facebook: “Da oggi 1 settembre 2020 nessuno in Italia pagherà più il superticket. È una battaglia vinta. Perché la salute viene prima di tutto. Oggi è davvero un buongiorno“ . Soddisfazione è arrivata anche dalle associazioni che da tempo chiedevano l’abolizione del balzello, come Cittadinanzattiva, che aveva raccolto ben 35.000 firme a sostegno di questa richiesta.
https://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/abolito-il-superticket-stop-ai-10-euro-in-piu-su-visite-e-prestazioni-sanitarie-specialistiche?fbclid=IwAR2hc8qaP7ynn_3lNKTS-2dgrHhF9f4XpXo71QEJbol3Hqw_-KKZ07vABWM

L’Associazione Italiana Lotta Abusi dona 60 visiere a docenti scuole di Malnate

Varese7Press

Di redazione -5 Settembre 2020071
MALNATE, 5 settembre 2020- I bambini sono tra le persone più fragili in questa situazione, confinati per lunghi periodi in casa, durante il lock-down, senza poter fraternizzare con i loro amici e, cosa fondamentale, costretti a rimanere a casa da scuola per ovvi motivi di sicurezza. Si avvicina una riapertura delle scuole di ogni ordine e grado e delle materne, tra molte difficoltà ed insicurezze, con la necessità di mantenere in sicurezza bambini, ragazzi, docenti e personale ausiliario, con distanziamenti, mascherine, sanificazioni e nuove regole.
L’associazione Aila Onlus (Ass. Italiana Lotta Abusi) non poteva rimanere indifferente a queste problematiche, e pur non potendo aprire gli sportelli informativi e dovendo limitare sopralluoghi e incontri con le diverse istituzioni, ha deciso di collaborare con le scuole per il reperimento di quanto necessario per le lezioni in presenza.
Così, grazie al rapporto collaborativo con le aziende Sanedia s.r.l di Firenze e Viflex s.r.l. di Lissone, siamo riusciti ad ottenere una donazione consistente di visiere SANESHIELD, fortemente raccomandate per tutti coloro che professionalmente sono esposti ad un alto numero di contatti con altre persone, come efficace protezione del viso e soprattutto della zona degli occhi e delle vie respiratorie per ridurre fortemente i rischi di contagio da Corona Virus. Essendo presente ed impegnata ormai da tempo sul territorio di Malnate, ed avendo un rapporto di ottima collaborazione con l’Istituto Comprensivo Iqbal Masih, la presidente dell’associazione Ada Orsatti ha ritenuto doveroso consegnare 60 visiere ad uso del personale docente dell’istituto, in particolare le insegnanti delle materne e le insenati di sostegno delle elementari, che hanno necessità di avere un rapporto anche visivo con i bambini. L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione della prof.sa Cristina Manfedi, referente dell’istituto per l’attuazione delle linee guida anti-covid e al delegato Aila per Malnate e Varese, Nicola De Luca.
https://www.varese7press.it/2020/09/05/lassociazione-italiana-lotta-abusi-dona-60-visiere-a-docenti-scuole-di-di-malnate/

Pubblicata la circolare aggiornamenti e chiarimenti con particolare riguardo ai lavoratori e lavoratrici fragili


Ieri 4 settembre 2020, è stata emanata la circolare allegata da parte, congiuntamente, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute. Il documento, peraltro già anticipato e molto atteso, reca importanti aggiornamenti e chiarimenti in merito alla problematica derivante dalla individuazione e gestione dei cosiddetti “lavoratori fragili” in relazione all’attuale emergenza sanitaria per l’epidemia Covid-19.
La circolare richiama, in premessa, la fondamentale importanza della sorveglianza sanitaria in tutti i luoghi di lavoro, con riferimento all’opportunità di contestualizzare le diverse tipologie di tutela in relazione alle situazioni derivanti dalle singole realtà produttive e dell’andamento epidemiologico del contesto territoriale.
Dopo un richiamo al contesto normativo di riferimento, in particolare all’art. 5 della Legge 300/70 e all’art. 41 del D.Lgs. 81/08, il documento si sofferma a definire il concetto di “fragilità”, già determinato – ma non palesemente precisato – in precedenti DPCM e nella stessa circolare del Ministero della Salute n. 14915 del 26/04/2020. A tale proposito, facendo riferimento ai più recenti dati derivanti dal sistema di sorveglianza epidemiologica dell’ISS e dall’analisi delle cartelle cliniche dei soggetti deceduti per Covid-19, viene chiarito che tale condizione di fragilità va individuata “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo di biologico sia di tipo clinico”. Viene altresì puntualizzato che non può incardinarsi alcun automatismo tra l’età avanzata (> 55 anni) e un presunto stato di maggiore fragilità, in quanto il parametro relativo all’età va sempre preso in considerazione “congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio”.
Dal punto di vista operativo la circolare specifica che a tutti i lavoratori deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione delle previste misure di sorveglianza sanitaria a fronte del conclamato rischio di esposizione al contagio da SARS-CoV-2, segnatamente l’esecuzione di una visita su richiesta ex art. 41 co 2 lettera c) del D.Lgs. 81/08, in ragione della sussistenza di patologie con scarso compenso clinico di natura cardiovascolare, respiratoria, metabolica o altro. Dette istanze dovranno essere corredate da una adeguata e probante documentazione sanitaria, da inviare al medico competente con procedure di idonea salvaguardia del segreto professionale.
In relazione alla eventualità che non sia stato nominato il medico competente, la circolare indica – come in analoghi testi precedenti – la possibilità di ricorrere a enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico, cioè l’INAIL e le aziende sanitarie locali, aggiungendo però in modo ragionevole e legittimo anche i dipartimenti di Medicina Legale e di Medicina del Lavoro delle Università, che del resto già svolgono quotidianamente analoghe attività di sorveglianza sanitaria a vario titolo.
Il documento puntualizza che resta in capo al datore di lavoro l’obbligo di fornire la dettagliata descrizione della mansione specifica svolta dal dipendente e dell’ambiente di lavoro in cui si svolge, compresa la possibilità di svolgere tale mansione in regime di lavoro agile (smart-working); in realtà tali informazioni, in buona sostanza, dovranno essere rese solo agli enti esterni all’azienda/unità produttiva poiché già note al medico competente incaricato, che conosce a fondo il DVR, la tipologia di lavoro e gli ambienti in cui si svolge.
All’esito della valutazione sanitaria specialistica condotta con le modalità di cui detto prima il medico competente nominato – o il medico del lavoro degli enti esterni prima individuati – dovrà esprimere un peculiare giudizio di idoneità, “fornendo, in via prioritaria, Indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-Cov-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentono soluzioni alternative”.
Qui può essere utile esprimere alcune osservazioni.
Va intanto sottolineato che la natura giuridico-sanitaria di tale giudizio è differente da quello espresso ai sensi dell’art. 41 co 6 del cit. DL 81/08 nei casi di lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria periodica e discende ed è giustificata essenzialmente dall’attuale fase di emergenza sanitaria. La circolare prevede anche che il suddetto controllo possa anche essere ripetuto, a distanza di qualche tempo, per modificare eventualmente il giudizio posto in precedenza alla luce dell’andamento epidemiologico e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia.
Nulla viene indicato, tuttavia, per quei casi – seppure probabilmente rari – di lavoratori che risultassero “inidonei” alla prosecuzione dell’abituale attività lavorativa in assenza della possibilità di essere adibiti a occupazioni in lavoro agile, tele-lavoro o lavoro a distanza (come ad esempio la didattica a distanza per le scuole). Sarebbe opportuno che su questo aspetto, come ben si comprende assai rilevante per medici e lavoratori, si pronunciassero tempestivamente gli enti e le istituzioni preposte.
La circolare esprime quindi alcune indicazioni relative alle istanze ex art. 83 del DL n. 34/2020 (“sorveglianza sanitaria eccezionale”), riprendendo sostanzialmente la normativa vigente e quanto stabilito nei paragrafi precedenti in merito alle indicazioni operative e alla disciplina speciale disposta dal nuovo impianto normativo dell’emergenza Covid-19.
Per quanto riguarda, infine, la modalità di espletamento delle visite da parte del medico competente, il testo richiama l’opportunità di un graduale e progressivo ripristino delle visite mediche periodiche stabilite dal D.Lgs. 81/08, interrotte nel periodo di lock-down e successivo, in considerazione dell’andamento epidemiologico a livello locale e con particolare attenzione al rispetto delle misure igieniche raccomandate dal Ministero della Salute e dell’OMS, quali: dotazione di infermeria aziendale o ambiente idoneo tale da consentire la sanificazione periodica, il distanziamento, fornito di un adeguato ricambio d’aria, con servizi igienici e/o disinfettanti che assicurino la costante igiene delle mani. La programmazione delle visite dovrà evitare inutili e prolungate attese per scongiurare assembramenti e prevedere in ogni caso l’utilizzo costante di mascherina. Viene ribadito che in alcuni casi, in base alla situazione epidemiologica provinciale o regionale, possa essere ancora differita l’esecuzione delle visite mediche periodiche e delle visite mediche alla cessazione del rapporto di lavoro e resta intesa la massima cautela nell’esecuzione di esami strumentali che possano esporre al contagio da SARS-CoV-2 (quali ad esempio le spirometrie o i controlli dell’aria espirata con etilometro), qualora non possano eseguirsi in ambienti idonei e con adeguati DPI.
Si tratta, in conclusione, di un documento che riordina e chiarisce la materia affrontata alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche ed epidemiologiche inerenti la nuova patologia Covid-19, che giunge in un momento assai delicato sul piano sociale, in coincidenza alla ripresa dell’attività economica e produttiva e in vista della riapertura dell’anno scolastico, e che sarà di sicura utilità per i medici del lavoro e per tutti i medici competenti italiani.

Pubblicata la circolare aggiornamenti e chiarimenti con particolare riguardo ai lavoratori e lavoratrici fragiliIeri 4 …

Posted by AILA ONLUS – Associazione Italiana Lotta Abusi by Ada Orsatti on Saturday, 5 September 2020

A.I.L.A. Onlus-A.P.S. Presso l’azienda Viflex di Filippo Villa a Lissone!!

La Presidente Ada Orsatti oltre alla curiosità, ha toccato con mano i materiali e le varie lavorazioni, ha contagiato tutti ad utilizzare il tatto! Immensa gioia nel cuore, forti e grandi emozioni!! Grazie di vero cuore al Dott. Filippo Villa che insieme all’azienda farmaceutica Sanedia han donato 200 visiere per le persone diversamente abili. Ringraziamo anche il Dott. Giuseppe Marelli per le mascherine, grazie davvero alla vostra sensibilità venuta dal cuore per le persone diversamente abili e da qui si parte con una collaborazione per nuovi progetti, tutti insieme si può!! Un abbraccio di cuore grande grande e a prestoooo

Giornata interessantissima!! A.I.L.A. Onlus-A.P.S. Presso l’azienda Viflex di Filippo Villa a Lissone!! La Presidente…

Posted by AILA ONLUS – Associazione Italiana Lotta Abusi by Ada Orsatti on Monday, 20 July 2020

AILA dona 500 mascherine e visiere ai disabili

Un’operazione possibile grazie all’impegno di Giuseppe Marelli, titolare della Bi & Bi emme, e di Filippo Villa, alla guida della Viflex

Articolo uscito sul Giornale di Olgiate Giornale di Erba di Simone della Francesca
ALBIOLO (df1) L«Associazione italiana lotta abusi» regala 250 mascherine e 250 visiere protettive ai disabili di Albiolo e dei Comuni limitrofi. Mercoledì 24 giugno, alle 15.30, al parco comunale, è avvenuta la consegna ad «Aila» di 500 dispositivi protettivi destinati ai più fragili. Un’operazione possibile grazie all’impegno dell’associazione e alla sensibilità di Giuseppe Marelli, titolare della «Bi & Bi emme» di Vighizzolo, e di Filippo Villa, titolare della «Viflex Italia» di Lissone, che hanno prodotto, rispettivamente, le mascherine ei filtri necessari.«E’ una collaborazione nata per caso – racconta Ada Orsatti, presidente di «Aila» – Ho visto on-line una videointervista a Marelli riguardante la produzione di mascherine e l’ho contattato chiedendo di pensare anche ai disabili. Si è dimostrato subito molto disponibile a collaborare e abbiamo messo in piedi l’iniziativa. Tramite Villa, che ha collaborato con loro alla realizzazione, ci siamo messi in contatto con l’azienda farmaceutica “Sanedia”, riuscendo a ottenere anche le visiere protettive».Le mascherine con filtro antibatterico lavabile e sostituibile, hanno, però, la più grande particolarità nel nuovo logo, pensato per non vedenti e già stampato su alcune di esse. Si tratta di un grosso occhio attraversato da una sbarra, accompagnato, nella parte inferiore, dalla scritta «Stai lontano». «Al di là del Covid-19, molto spesso la gente non presta attenzione ai ciechi – spiega Orsatti Magari sostano dove non devono , ostruendo il passaggio a chi non può vedere. Questo marchio vuole essere un invito a lasciarci lo spazio per muoverci senza difficoltà.Marelli l’ha donato alla nostra associazione e, probabilmente, lo useremo per tanti progetti, a partire proprio da mascherine e visiere». Presente all’evento anche il sindaco Rodolfo Civelli. «Ringraziamo Ada per l’iniziativa – ha dichiarato – Siamo contenti di aiutarla a destinarle a chi ne ha bisogno.
Aver presentato il logo qui al parco , vicino al percorso sensoriale realizzato due anni fa , è un’importante segno di continuità e dell’attenzione che poniamo a queste tematiche >>

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Posted by AILA ONLUS – Associazione Italiana Lotta Abusi by Ada Orsatti on Sunday, 28 June 2020

L’importo sarà di 516€ per la Pensione di invalidità civile e vi deve essere l ‘inabilità al lavoro

Finalmente ciò che aspettavamo!!L’importo sarà di 516€ per la Pensione di invalidità civile e vi deve essere l ‘inabilità al lavoro, diversamente non si avrà diritto all’aumento.

Finalmente ciò che aspettavamo!!L’importo sarà di 516€ per la Pensione di invalidità civile e vi deve essere l ‘inabilità al lavoro, diversamente non si avrà diritto all'aumento.

Posted by AILA ONLUS – Associazione Italiana Lotta Abusi by Ada Orsatti on Wednesday, 24 June 2020

Viste le molteplici ed innumerevoli domande, ecco le info riguardante il “BONUS VACANZE”

Il “Bonus vacanze” fa parte delle iniziative previste dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) e offre un contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Può essere richiesto e speso dal 1° luglio al 31 dicembre 2020.
Chi può richiederlo
Potranno ottenere il “Bonus vacanze” i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro. Per il calcolo dell’ISEE è necessaria la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. L’importo del bonus sarà modulato secondo la numerosità del nucleo familiare:
500 euro per nucleo composto da tre o più persone
300 euro da due persone
150 euro da una persona.
Per maggiori informazioni su come ottenere la Dichiarazione sostitutiva unica e calcolare l’ISEE consulta il sito dell’INPS.
Come ottenerlo
Il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee.
Se non hai la tua identità digitale richiedila (SPID e CIE 3.0)
Sei un cittadino?
Come già detto, il “Bonus Vacanze” sarà digitale (presto ti forniremo indicazioni precise sull’app per smartphone a cui dovrai accedere per ottenerlo).
Non dovrai stampare nulla, ma potrai averlo sempre a disposizione sul tuo smartphone e ti basterà mostrarlo all’albergatore, quando dovrai pagare il tuo soggiorno direttamente presso la struttura dove sceglierai di trascorrere le vacanze.
Sei una struttura turistica ricettiva?
Fino al momento della riscossione del Bonus Vacanze da parte di un tuo cliente, non serve che tu faccia nulla: solo far sapere a chi sceglierà la tua struttura per le vacanze che aderisci all’iniziativa!
Lo sconto applicato al tuo ospite in possesso del “Bonus Vacanze” ti sarà rimborsato sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione mediante il modello F24, ovvero cedibile anche a istituti di credito.
Le modalità applicative del “Bonus vacanze” sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate – pdf. Disponibile anche una guida – pdf d’uso e un sintetico vademecum – pdf.
Il “Bonus vacanze” si potrà spendere presso una struttura ricettiva italiana dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Inoltre, il bonus:
può essere utilizzato da un solo componente del nucleo familiare, anche diverso dalla persona che lo ha richiesto
può essere speso in un’unica soluzione, presso un’unica struttura turistica ricettiva in Italia (albergo, campeggio, villaggio turistico, agriturismo e bed & breakfast)
è fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore
il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato il documento di spesa del soggiorno (fattura, documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale).
Lo sconto applicato come “Bonus vacanze” sarà rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito.