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AILA

Intervista a Luca Tocchetti – Referente Territoriale Aila Lecco

In data 06 05 2021, mi è pervenuta la richiesta dalla direzione regionale dell’agenzia entrate della Lombardia per un’intervista, a seguito di un piano di lavoro che, ho ideato negli ultimi 3 mesi, con l’ausilio ed appoggio dei colleghi: dott.  Marino Demetrio e dott.sa  Larusso Antonietta, non chè dell’approvazione in sede di direzione del direttore provinciale di Lecco, dot. Valente Stefano. Io, ho accettato questa intervista, che in data odierna ha prodotto un articolo pubblicato sulle pagine interne di intrenet, dell’agenzia entrate italiana. La dott.sa Ogliari Sonia è stata colei che mi ha intervistato.  Ciò è accaduto a seguito di una segnalazione pervenuta alla direzione regionale di tale piano di lavoro. La stessa ha ritenuto, conseguentemente  di produrre un’articolo. Così, si sono svolti i fatti in ordine cronologico.

Luca Tocchetti

Ci possono essere delle svolte anche dopo così tanti anni
Scritto da Sonia Ogliari 14/05/2021
La storia di Luca, collega di Lecco
Negli ultimi tempi il nostro modo di lavorare, complice o per colpa della pandemia, si è
completamente trasformato, un po’ per tutti.
Ma oggi vi vogliamo raccontare una storia “speciale”, un po’ fuori dal coro, che
riguarda il nostro collega di Lecco, Luca. Una storia particolare perché Luca è non
vedente e in seguito alla pandemia, come molti di noi, si è ritrovato dall’oggi al
domani a casa, ma con delle complessità specifiche da affrontare . Questo tempo lo
ha aiutato a ritrovare nuove energie e, anche grazie al supporto di molti colleghi, è
riuscito a rimettersi in gioco, nonostante sia da 28 anni nell’Amministrazione
finanziaria. Periodo lungo e comunque caratterizzato da non poche difficoltà.
Ma cosa è cambiato in questi mesi?
Luca, sperando di poter aiutare altri funzionari nella sua situazione, racconta di come sia
stato importante per lui aver maturato la consapevolezza di avere delle potenzialità. La
digitalizzazione prima e il Covid poi hanno messo in crisi il modello tradizionale
dell’attività del centralinista, che Luca svolgeva da sempre. La risposta più immediata
poteva essere quella di demotivarsi e, invece, Luca ha sfruttato questo tempo proprio
per reinventarsi e reinventare un lavoro più adatto ai tempi e alle necessità degli altri
colleghi.
Così ha proposto al suo Direttore un piano di lavoro che prevedesse un suo ruolo più
specifico, non solo nello smistare le chiamate che arrivavano al centralino, ma nello
svolgere un vero e proprio supporto agli altri.
Grazie a Demetrio e Antonietta, due colleghi dello staff, e tutto il personale del Front
Office, sta acquisendo competenze anche tecniche che lo aiutano a intercettare le
richieste specifiche dei contribuenti per poi elaborare una scheda dettagliata sulla
richiesta da smistare all’ufficio competente. “In questo modo” dice Luca “i colleghi​
hanno già tutti gli elementi per fornire l’assistenza specifica richiesta. Chiedo poi
sempre un feedback sul mio lavoro così da poter affinare la tecnica”. E non è solo
questo, “grazie alla formazione potrò spero tra non molto anche io fornire un’assistenza
su temi specifici; lo Staff mi ha anche spronato a raccogliere le casistiche più frequenti
di richieste di assistenza così da poter valutare ambiti più problematici e pianificare
misure di intervento.”
E Luca va anche oltre sottolineando come i non vedenti possono dare un supporto
spesso più profondo e concreto , basti pensare ai Tribunali dove un non vedente
potrebbe essere impiegato nei banchi di regia che gestiscono le registrazioni: “Io sono
un fonico per passione e so benissimo quanto il nostro orecchio sia fine e una volta
appreso dove sono i tasti il gioco è fatto”.
In chiusura Luca ci tiene a dire che “tutto ciò è stato possibile grazie al confronto e al
supporto dei colleghi che hanno creduto in me, come Demetrio e Antonietta, e del
Direttore provinciale Stefano, che mi ha spronato, e che continuano a stimolarmi
affinché intraprenda nuove strade ed integrarmi sempre di più come un elemento
fondamentale della DP. Ci tengo anche a ringraziare i miei genitori che mi hanno
cresciuto così tenace”. Inoltre Luca sottolinea le opportunità di collaborazione con
l’Aila, l’associazione di cui è referente per la provincia di Lecco, anche per organizzare
dei corsi per non vedenti.
Gli insegnamenti che possiamo tirare fuori da questa storia sono tanti… la chiacchierata
con Luca per me è stata una sferzata di energia nel riconoscere che cosa può venire fuori
dalle difficoltà (e poi valutiamo quali sono le difficoltà vere), quanto può contare la
squadra giusta, ma, soprattutto, quanta dignità e passione Luca mette nelle cose che fa
senza risparmiarsi
Sonia Ogliari
Negli ultimi tempi il nostro modo di lavorare, complice o per colpa della pandemia, si è
completamente trasformato, un po’ per tutti.
Ma oggi vi vogliamo raccontare una storia “speciale”, un po’ fuori dal coro, che
riguarda il nostro collega di Lecco, Luca. Una storia particolare perché Luca è non
vedente e in seguito alla pandemia, come molti di noi, si è ritrovato dall’oggi al domani
a casa, ma con delle complessità specifiche da affrontare. Questo tempo lo ha aiutato a
ritrovare nuove energie e, anche grazie al supporto di molti colleghi, è riuscito a
rimettersi in gioco, nonostante sia da 28 anni nell’Amministrazione finanziaria. Periodo
lungo e comunque caratterizzato da non poche difficoltà.
Ma cosa è cambiato in questi mesi?
Luca, sperando di poter aiutare altri funzionari nella sua situazione, racconta di come sia
stato importante per lui aver maturato la consapevolezza di avere delle potenzialità. La
digitalizzazione prima e il Covid poi hanno messo in crisi il modello tradizionale
dell’attività del centralinista, che Luca svolgeva da sempre. La risposta più immediata
poteva essere quella di demotivarsi e, invece, Luca ha sfruttato questo tempo proprio
per reinventarsi e reinventare un lavoro più adatto ai tempi e alle necessità degli altri
colleghi.​

Accanto alla liberta di stampa pretendiamo notizie di qualità

Ieri era la giornata mondiale della libertà di stampa, tema che rispetto profondamente non solo per la mia esperienza in campo giornalistico, ma anche perché sono convinta che ogni paese del mondo debba garantire libertà di pensiero, di parola e di espressione per consentire ai cittadini esprimersi e di conoscere e poi decidere e valutare in modo più consapevole e responsabile.

Propongo però di aggiungere anche una giornata dedicata al diritto da parte dei cittadini di essere correttamente informati…

Il mio riferimento vuole riguardare principalmente i notiziari sulla rete di stato del nostro paese, dove abbiamo la fortuna di essere distanti anni luce dai paesi in cui il diritto di parola è soffocato dalla violenza, ma dove è anche giusto riconoscere che l’offerta dei temi trattati è estremamente ristretta rispetto alla moltitudine di avvenimenti importanti avvenuti a libello mondiale nella stessa giornata. A ciò si aggiunge purtroppo frequentemente anche la mancanza di completezza delle notizie e il loro discutibile ordine di presentazione.

Solo un paio di esempi tratti dai tg di oggi, precisamente dal tg1 delle 13.30: per quanto possa essere curioso sapere che Bill Gates si sia diviso dalla moglie dopo 27 anni di matrimonio mi lascia perplessa che la notizia preceda quella sul grave incidente avvenuto a Città del Mexico dove la caduta di un ponte al passaggio della metropolitana ha causato almeno 23 morti e 70 feriti.

E mi lascia altrettanto delusa ascoltare da giorni una notizia importante come quella dell’emergenza sanitaria da covid in India senza che venga correttamente citata anche la situazione demografica del popoloso stato asiatico. Mi spiego, se il telegiornale italiano mi parla di “ben 3449 morti in una sola giornata”, per diritto di cronaca dovrebbe anche ricordare che l’India ha 1.390.456.911 abitanti (rilevamento al 10.04.2021); ciò significa che, paragonata con i 59.257.566 cittadini dell’Italia, è come se quest’ultima in proporzione avesse avuto 146 vittime, ossia un numero decisamente inferiore a quello reale dei morti da covid nel nostro paese… tradotto… in Italia, proporzionalmente alla popolazione, attualmente c’è una maggiore mortalità da covid rispetto all’India. Ma questo i tg non ce lo stanno dicendo.

Voglio essere chiara: non voglio assolutamente mettere in dubbio il fatto che vi sia una grave crisi umanitaria in India, la mia vuole invece essere una riflessione sulla necessità di completezza dell’informazione che spesso manca e può essere fuorviante.

Altro esempio è quello in cui i notiziari parlano di dati statistici, citando opinioni e preferenze di persone intervistate: peccato che non venga citato il campione di cittadini su cui è stata fatta l’indagine…1, 10, 100 o 1000 persone? Ovvio che più è ampio il campione più è attendibile la notizia, peccato che non vengano comunicati riferimenti in merito.

E ora concedetemi una precisazione anche sulla parola “censura”, usata e abusata in questi giorni dopo la diatriba tra RAI e Fedez a cui però non intendo far riferimento in questo articolo. Ho sentito più volte affermare che la RAI non deve censurare nulla e in nessun caso. Attenzione a questa affermazione generalista: un conto è garantire il diritto di parola e all’informazione, dare spazio a contributi differenti, portatori di punti di vista diversi, un altro conto è invece dire che la RAI debba trasmettere qualunque cosa venga proposta. Essere canale di stato significa anche offrire la garanzia di un servizio, verificandone il contenuto prima che venga trasmesso, ciò affinchè principalmente non contenga falsità, volgarità o contenuti che possano urtare la sensibilità degli spettatori (ad esempio dei bambini).

Ecco quindi cosa dobbiamo pretendere dalla società concessionaria in esclusiva del Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale in Italia e nel cui statuto sono già riportati chiaramente gli obiettivi che dovrebbe avere l’azienda RAI: “deve garantire, quale servizio di interesse generale, il raggiungimento di obiettivi di pubblica utilità… favorire l’istruzione, la crescita civile, la facoltà di giudizio e di critica, il progresso e la coesione sociale”.

Ricordiamocelo tutti noi utenti, tenuti peraltro al pagamento di un canone annuo per i servizi RAI, e ricordiamolo anche a chi ogni giorno ci propone informazioni incomplete e fuorvianti, lontane dagli obiettivi riportati nello statuto della rete di stato.

Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentire George Orwell

Disability manager

Disability Manager forniscono indicazioni chiare sul percorso formativo specifico per una reale efficacia inclusiva delle politiche rivolte alle persone con disabilità. 

Suggeriscono integrazioni alle norme di riferimento, proponendo nuovi àmbiti di sviluppo in cui il disability manager metta a frutto le proprie competenze. 

In Italia, il loro ruolo ha trovato una prima legittimazione istituzionale nel 2009 grazie ad un tavolo tecnico tra comune di Parma e ministero del  lavoro, della salute e delle politiche sociali 

Più recentemente, il ministro del Lavoro ha auspicato l’inserimento dei Disability Manager anche nei ministeri e in enti come Inps e Inail

Tuttavia non è stato emanato un regolamento nazionale che definisca la funzione di tale figura in ambito pubblico o privato.

Dal 2009 sono stati organizzati alcuni corsi di perfezionamento per formare tali figure professionali presso le università. Non c’è una indicazione normativa che preveda un tipo di percorso formativo di carattere universitario.

A mio parere conta più una formazione sul campo con ore di tirocinio e percorsi disciplinari/ didattici aperti anche ai non laureati, elargiti da associazioni o enti che lavorano nel mondo della disabilità.

Il Disability Manager avrebbe “il compito di raccogliere le istanze dei cittadini disabili e delle loro famiglie, di attivare il lavoro in rete di tutti gli enti e i soggetti coinvolti, di veicolare i bisogni delle persone disabili verso i servizi esistenti, di mettere in atto ogni azione volta a favorire l’accessibilità, urbanistica e non solo, e ad evitare ogni forma di discriminazione.”

Il primo Disability Manager italiano ad essere impiegato in una struttura sanitaria (l’Ospedale Riabilitativo di Motta di Livenza) è stato Rodolfo Dalla Mora.

Pena di morte crimine nel crimine

Chi era Lisa Montgomery, e perché gli Stati Uniti l’hanno giustiziata? E’ tornata la pena di morte, hanno ucciso Lisa Montgomery nello Stato dell’Indiana, e si tratta della prima donna giustiziata dopo 70 anni, l’undicesima persona da quando Donald Trump, nel luglio scorso, ha ripristinato la pena capitale

È stata eseguita negli Usa la condanna a morte di Lisa Montgomery, 52 anni, dopo il via libera della Corte suprema. Si tratta della prima esecuzione federale di una detenuta negli Usa da quasi settant’anni. Nel dicembre 2004 Montgomery uccise la 23enne Bobbie Jo Stinnett, asportando il bambino dal grembo della donna e poi tentando di far passare per suo il neonato. L’esecuzione della donna, tramite iniezione letale era stata sospesa per accertamenti psichiatrici, ma è stata portata a termine al Federal Correctional Complex di Terre Haute, nell’Indiana.

L’avvocato di Lisa Montgomery ha urlato: “La nostra Costituzione vieta l’esecuzione di una persona che non è in grado di intendere e di volere”, ma non lo hanno ascoltato, e infilandole in vena un ago le hanno fatto arrivare nelle vene un siero che l’ha uccisa

Gli avvocati di Montgomery avevano affermato che l’abuso sessuale subito durante l’infanzia avrebbe portato a “danni cerebrali e gravi malattie mentali” per la donna. Il patrigno aveva negato di averla abusata sessualmente, dicendo anche di non avere buona memoria, quando gli è stata presentata una propria dichiarazione in cui aveva ammesso abusi fisici. La madre di Montgomery aveva invece dichiarato di non aver mai denunciato l’uomo perché temeva per la vita propria e della figlia.

La pena di morte è una macelleria che si è presa il nome di giustizia. Eppure mai pena capitale ha reso un Paese sicuro, mai rispondere a un crimine con un altro crimine, ha diminuito i crimini.

Il valore preventivo della pena di morte è sotto lo zero. Perché la pena di morte nella mente di una persona predisposta alla violenza non agisce da monito ma da detonatore.

Curriculum vitae di Jenny Santi – delegata ai Rapporti Istituzionali per AILA

Jenny Santi – delegata ai Rapporti Istituzionali per AILA
Dopo la maturità classica presso il liceo di Varese, si laurea con 110 e lode in Comunicazione istituzionale e
d’impresa presso l’Università degli Studi di Trieste.
Lavora in Italia nel marketing, nell’editoria e nell’organizzazione di training per la formazione interna
all’azienda, poi in Svizzera nelle risorse umane.
Sposatasi e divenuta mamma di due bambine, consegue un master in europrogettazione presso il Centro
Ricerche e Studi Europei di Milano , aprendo un’attività di consulenza per la stesura di progetti finanziati da
fondazioni, Regioni, Ministeri e Unione Europea.
È stata sindaco del Comune di Porto Ceresio (Va) dal 2016 al 2020, promuovendo diversi progetti italo-
svizzeri e collaborando a tavoli di lavoro in ambito ambientale, turistico e sulla mobilità sostenibile; è stata
inoltre membro della Commissione socio-sanitaria della Comunità Montana del Piambello. Durante il suo
mandato, grazie alla collaborazione con AUS Niguarda, realizza un progetto di accessibilità sul territorio
comunale e di sensibilizzazione alla disabilità presso la scuola secondaria di primo grado.
È presidente di Aime Turismo.

Circolare Inps: Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l’anno 2021

INDICE

Premessa

  1. Rivalutazione dei trattamenti previdenziali

1.1 Indice di rivalutazione definitivo per l’anno 2020

1.2 Indice di rivalutazione provvisorio per l’anno 2021

1.3 Modalità di attribuzione della rivalutazione definitiva 2020

  1. Rivalutazione delle pensioni sulle quali sono attribuiti i benefici di cui alla legge n. 206/2004 e successive modificazioni (vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice)
  2. Prestazioni assistenziali e a carattere risarcitorio

3.1 Pensioni sociali e assegni sociali

3.2 Prestazioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti (categoria 044-INVCIV)

3.3 Rivalutazione delle indennità e degli assegni accessori annessi alle pensioni privilegiate di prima categoria concesse agli ex dipendenti civili e militari delle Amministrazioni pubbliche

  1. Tabelle
  2. Requisiti anagrafici
  3. Gestione fiscale

6.1 Conguagli fiscali a consuntivo

6.2 Addizionali all’IRPEF

6.3 Esenzione di 1000 euro per i superstiti orfani

6.4 Trattamento integrativo

  1. Riduzione delle pensioni di importo elevato

7.1 Verifica a consuntivo per l’anno 2020

7.2 Importi e fasce di applicazione della riduzione per l’anno 2021

  1. Pensioni della Gestione privata

8.1 Rivalutazione delle quote di pensione dovute ad altro beneficiario

8.2 Gestione delle pensioni ai superstiti con contitolari in scadenza o già scaduti

8.2.1 Scadenza del penultimo contitolare nel 2021

8.2.2 Pensioni con tutti i contitolari scaduti

8.3 Sospensione del pagamento dei trattamenti di famiglia

8.4 Azzeramento degli assegni ordinari di invalidità in scadenza per revisione sanitaria

8.5 Impostazione del codice di ricostituzione d’ufficio

8.6 Pensioni rinnovate con importo pari a zero

  1. Pensioni della Gestione pubblica

9.1 Modalità di attribuzione dell’indennità integrativa speciale

9.2 Rivalutazione delle quote di pensione dovute ad altro beneficiario

9.3 Esenzione fiscale per le vittime del dovere

9.4 Detassazione in applicazione di Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni fiscali

  1. Prestazioni assistenziali

10.1 Prestazioni di invalidità civile soggette a revisione sanitaria

10.2 Indennità a favore dei lavoratori affetti da particolari patologie

10.3 Trasformazione delle pensioni di invalidità civile in assegno sociale

  1. Prestazioni di accompagnamento a pensione

11.1 Azzeramento delle prestazioni in scadenza nel 2021

  1. Periodicità e date di pagamento

12.1 Calendario di pagamento

12.2 Pagamenti annuali e semestrali

  1. Certificato di pensione per l’anno 2021

PREMESSA
L’Istituto ha concluso le attività di rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, propedeutiche al pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali nel 2021.

Con la presente circolare si descrivono in dettaglio le operazioni effettuate.

1.RIVALUTAZIONE DEI TRATTAMENTI PREVIDENZIALI
Nella G.U. n. 292 del 24 novembre 2020 è stato pubblicato il decreto 16 novembre 2020, emanato dal Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, recante “Perequazione automatica delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2021, nonché valore della percentuale di variazione – anno 2020 e valore definitivo della percentuale di variazione – anno 2019” (Allegato n. 1).

Si rammenta che la rivalutazione viene attribuita sulla base del cosiddetto cumulo perequativo, considerando come un unico trattamento tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare, erogate dall’INPS e dagli altri Enti, presenti nel Casellario Centrale (art. 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448).

Per la determinazione dell’importo complessivo da prendere a base della perequazione vengono considerate le prestazioni memorizzate nel Casellario Centrale delle Pensioni, erogate da Enti diversi dall’INPS e per le quali è indicata l’assoggettabilità al regime della perequazione cumulata, e le prestazioni erogate dall’INPS ad esclusione delle seguenti:

prestazioni a carico delle assicurazioni facoltative (VOBIS, IOBIS, VMP, IMP), delle pensioni a carico del fondo clero e ex ENPAO (CL, VOST), dell’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale (INDCOM), che vengono perequate singolarmente;
prestazioni a carattere assistenziale (AS, PS, INVCIV) e delle pensioni che usufruiscono dei benefici previsti per le vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, di cui alla legge n. 206/2004, che vengono rivalutate singolarmente e con criteri propri;
prestazioni di accompagnamento a pensione (027-VOCRED, 028-VOCOOP, 029-VOESO, 127–CRED27; 128–COOP28; 129–VESO29; 143–APESOCIAL; 198-VESO33, 199-VESO92), che non vengono rivalutate per tutta la loro durata;
· pensioni di vecchiaia in cumulo a formazione progressiva, per le quali non siano stati utilizzati tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni di cui all’articolo 1, comma 239, dellalegge n. 228/2012, come modificata dall’articolo 1, comma 195, della legge n. 232/2016.
Per i trattamenti degli Enti diversi dall’INPS, l’informazione relativa al cumulo della pensione ai fini della perequazione viene memorizzata nel Casellario Centrale delle Pensioni, nel campo “GP1AV35N” di ciascuna prestazione e assume valore 2 (SI PEREQUAZIONE) ovvero 1 (NO PEREQUAZIONE).

L’importo di perequazione eventualmente spettante sul trattamento complessivo viene ripartito sulle pensioni in misura proporzionale, con le modalità illustrate nella circolare n. 102 del 6 luglio 2004.

Per le pensioni in totalizzazione e cumulo la perequazione viene ripartita sulle singole quote nella misura percentuale di apporto di ciascuna quota all’intera pensione.

1.1INDICE DI RIVALUTAZIONE DEFINITIVO PER L’ANNO 2020
L’articolo 1 del decreto citato ha stabilito in via definitiva nella misura dello 0,5% l’aumento di perequazione automatica già attribuito alle pensioni, in via provvisoria, per l’anno 2020.

Conseguentemente, si procederà al conguaglio da perequazione rispetto al valore dello 0,4% utilizzato in sede di rinnovo per l’anno 2020.

Si riportano di seguito i valori definitivi per l’anno 2020 e si rammenta che l’importo del trattamento minimo viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito.

Decorrenza

Trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi

Assegni vitalizi

1° gennaio 2020

515,58 €

293,90 €

IMPORTI ANNUI

6.702,54 €

3.820,70 €

1.2INDICE DI RIVALUTAZIONE PROVVISORIO PER L’ANNO 2021
L’articolo 2 del decreto citato stabilisce che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2020 è determinata in misura pari allo 0,0% dal 1° gennaio 2021, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo; l’adeguamento dell’importo delle pensioni da mettere in pagamento per l’anno 2021 è, pertanto, nullo.

Si riportano di seguito i valori provvisori del 2021 e si rammenta che l’importo del trattamento minimo viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito.

Decorrenza

Trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi

Assegni vitalizi

1° gennaio 2021

515,58 €

293,90 €

IMPORTI ANNUI

6.702,54 €

3.820,70 €

1.3MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DELLA RIVALUTAZIONE DEFINITIVA 2020
L’articolo 1, comma 477, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, dispone che per il periodo 2020-2021 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta:

a) per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100%;

b) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi:

nella misura del 77% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla lettera a), l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
nella misura del 52% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
nella misura del 47% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a otto volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
nella misura del 45% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a nove volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a nove volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
nella misura del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a nove volte il trattamento minimo INPS.
Di seguito si riporta la tabella di riepilogo:

dal

Fasce trattamenti complessivi

% indice perequazione da attribuire

Aumento del

Importo trattamenti complessivi

da

a

Importo garanzia

1° gennaio 2020:

Fino a 4 volte il TM

100

0,500 %

2.052,04 €

Fascia di Garanzia

Importo garantito

2.052,05€

2.054,39 €

2.062,30 €

Oltre 4 e fino a 5 volte il TM

77

0,385 %

2.052,05€

2.565,05 €

Fascia di Garanzia

Importo garantito

2.565,06€

2.568,24 €

2.574,92 €

Oltre 5 e fino a 6 volte il TM

52

0,260 %

2.565,06€

3.078,06 €

Fascia di Garanzia

Importo garantito

3.078,07€

3.078,82 €

3.086,06 €

Oltre 6 e fino a 8 volte il TM

47

0,235 %

3.078,07€

4.104,08 €

Fascia di Garanzia

Importo garantito

4.104,09€

4.104,48 €

4.113,72 €

Oltre 8 e fino a 9 volte il TM

45

0,225%

4.104,09€

4.617,09 €

Fascia di Garanzia

Importo garantito

  1. 617,10 €

4.618,23 €

4.627,47 €

Oltre 9 volte il TM

40

0,200%

4.617,10€

  1. RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI SULLE QUALI SONO ATTRIBUITI I BENEFICI DI CUI ALLA LEGGE N. 206/2004 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI (VITTIME DEL TERRORISMO E DELLE STRAGI DI TALE MATRICE)
    L’articolo 3, comma 4-quater, del decreto–legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha stabilito che, dal 1º gennaio 2018, ai trattamenti diretti dei pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, dei loro superstiti, nonché dei familiari di cui all’articolo 3 della citata legge n. 206/2004è assicurata, ogni anno, la rivalutazione automatica:

a) in misura pari alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati;

ovvero, in alternativa

b) un incremento annuale in misura pari, nel massimo, all’1,25% calcolato sull’ammontare dello stesso trattamento per l’anno precedente, secondo l’articolazione indicata dall’articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, da riferire alla misura dell’incremento medesimo.

Si rammenta che le pensioni sulle quali sono attribuiti i benefici di vittima del terrorismo non sono assoggettate alla disciplina del cumulo perequativo e vengono pertanto rivalutate sempre singolarmente.

Poiché l’indice ordinario per il 2021 è risultato inferiore all’1,25%, la rivalutazione è stata riconosciuta nella misura indicata alla lettera b), come di seguito specificato:

dal

Fasce mensili trattamenti

% indice perequazione da attribuire

Aumento del

Importo trattamenti complessivi

da

a

1° gennaio 2021:

Fino a 3 volte il TM

100

1,2500 %

1.546,74 €

Oltre 3 e fino a 5 volte il TM

90

1,1250 %

1.546,75 €

2.577,90 €

Oltre 5 volte il TM

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qualsiasi

  1. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI E A CARATTERE RISARCITORIO
    3.1 PENSIONI SOCIALI E ASSEGNI SOCIALI
    Gli indici di rivalutazione definitivo per il 2020 e provvisorio per il 2021, riportati al precedente paragrafo 1, si applicano anche alle prestazioni a carattere assistenziale.

Si riportano di seguito i valori definitivo per il 2020 e provvisorio per il 2021, e i relativi limiti di reddito personali e coniugali.

Pensione sociale

Assegno sociale

Decorrenza

Importi

mensile

annuo

mensile

annuo

1° gennaio 2020

379,33 €

4.931,29 €

460,28€

5.983,64 €

1° gennaio 2021

379,33 €

4.931,29 €

460,28€

5.983,64 €

Limiti reddituali massimi *

personale

coniugale

personale

coniugale

1° gennaio 2020

4.931,29 €

16.990,47 €

5.983,64 €

11.967,28 €

1° gennaio 2021

4.931,29 €

16.990,47 €

5.983,64 €

11.967,28 €

*Se il titolare e/o il coniuge possiedono redditi, l’importo della prestazione viene corrispondentemente ridotto.

3.2PRESTAZIONI A FAVORE DEI MUTILATI, INVALIDI CIVILI, CIECHI CIVILI E SORDOMUTI (CATEGORIA 044-INVCIV)
La misura della perequazione, definitiva per l’anno 2020 e previsionale per l’anno 2021, è stata applicata anche alle pensioni e agli assegni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.

I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti, sono rimasti invariati.

Il limite di reddito per il diritto all’assegno mensile degli invalidi parziali e delle indennità di frequenza è quello stabilito per la pensione sociale (art. 12 della legge n. 412/1991).

Tali limiti si applicano anche agli assegni sociali sostitutivi dell’invalidità civile.

dal

limite di reddito annuo personale

importo mensile

Invalidi totali, ciechi civili, sordomuti

Invalidi parziali, minori

Invalidi, sordomuti

Ciechi parziali

Ciechi assoluti

1.1.2020

16.982,49 €

4.931,29 €

287,09 €

213,08 €

310,48 €

1.1.2021

16.982,49 €

4.931,29 €

287,09 €

213,08 €

310,48 €

3.3RIVALUTAZIONE DELLE INDENNITÀ E DEGLI ASSEGNI ACCESSORI ANNESSI ALLE PENSIONI PRIVILEGIATE DI PRIMA CATEGORIA CONCESSE AGLI EX DIPENDENTI CIVILI E MILITARI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
La variazione percentuale dell’indice delle retribuzioni contrattuali degli operai dell’industria, esclusi gli assegni famigliari, calcolati al netto delle variazioni del volume di lavoro (come disposto dalla L. n. 160/75) tra il periodo agosto 2019 – luglio 2020 e il periodo precedente agosto 2018 – luglio 2019 è risultata dello + 0,79%.

Pertanto, la quota perequabile delle indennità a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti è stata aumentata dello 0,79%. Si rammenta che la rivalutazione delle indennità viene attribuita sulla sola quota individuata dall’articolo 2, comma 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508, e successive modificazioni e integrazioni.

L’indice dello 0,79% si applica anche alle indennità e agli assegni accessori annessi alle pensioni privilegiate di prima categoria concesse agli ex dipendenti civili e militari delle Amministrazioni pubbliche. Le relative tabelle saranno pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle finanze.

  1. TABELLE
    Nell’Allegato n. 2 si forniscono le tabelle con gli importi del trattamento minimo, delle prestazioni assistenziali e i limiti di reddito per il diritto alle diverse prestazioni collegate al reddito, costruiti come multipli dell’importo del trattamento minimo dell’anno 2021.

Si fornisce, inoltre, la tabella utile al calcolo della “trattenuta teorica massima” applicabile su pensione in caso di recupero per indebiti “propri”.

  1. REQUISITI ANAGRAFICI
    Si rammenta che per l’anno 2021 l’età di accesso alla pensione di vecchiaia e all’assegno sociale è pari a 67 anni. Tale limite è stato applicato in sede di rinnovo alle fattispecie interessate.
  2. GESTIONE FISCALE
    Come noto, la tassazione opera con riferimento al “soggetto”. La ritenuta IRPEF viene quindi determinata sull’ammontare complessivo delle pensioni, erogate dall’INPS o da altri Enti, registrate nel Casellario Centrale delle Pensioni e assoggettate alla tassazione ordinaria, e di altre prestazioni eventualmente corrisposte dall’INPS al soggetto.

Analogamente, le detrazioni di imposta operano sull’imponibile complessivo e sono ripartite sulle diverse prestazioni con il criterio della proporzionalità.

Per l’anno 2021 sono state attribuite le stesse detrazioni per familiari a carico in essere nel mese di dicembre 2020.

La richiesta di tassazione a maggiore aliquota (aliquota fissa), così come quella di non usufruire delle detrazioni personali, deve essere rinnovata ogni anno, come rammentato con il messaggio n. 3772/2020. Le relative procedure sono disponibili on line dal 15 ottobre 2020, accedendo al servizio dedicato “Detrazioni fiscali – domanda e gestione”, disponibile sul sito www.inps.it.

Per i soggetti per i quali nel 2020 era applicata la tassazione a maggiore aliquota (aliquota fissa) ovvero tassazione lorda senza alcuna detrazione personale:

se alla data di lavorazione della pensione per le operazioni di rinnovo era stata effettuata la richiesta per l’anno 2021, è stata applicata anche da gennaio 2021 la tassazione a maggiore aliquota (aliquota fissa) ovvero tassazione lorda senza alcuna detrazione personale;
se alla data di lavorazione della pensione per le operazioni di rinnovo non era stata effettuata la richiesta per l’anno 2021, è stata, invece, impostata la tassazione ordinaria, con applicazione della detrazione personale.
6.1 CONGUAGLI FISCALI A CONSUNTIVO
Ove le ritenute erariali relative all’anno 2020 (IRPEF e addizionale regionale e comunale a saldo) siano state effettuate in misura inferiore rispetto a quanto dovuto su base annua, le differenze a debito saranno recuperate, come di consueto, sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2021.

Per i pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro e conguagli a debito di importo superiore a 100 euro è stata applicata la rateazione di legge fino a novembre 2021 (art. 38, comma 7, della legge n. 122/2010).

Le somme conguagliate vengono certificate ai fini fiscali nella CU2021.

6.2 ADDIZIONALI ALL’IRPEF
Le addizionali all’IRPEF vengono trattenute in rate del medesimo importo, con le consuete modalità che si riepilogano di seguito:

addizionale regionale a saldo 2020: da gennaio a novembre 2021;
addizionale comunale a saldo 2020: da gennaio a novembre 2021;
addizionale comunale in acconto 2021: da marzo a novembre 2021.
L’importo delle addizionali è determinato in funzione delle aliquote stabilite dalle Regioni e dai Comuni e comunicate entro la data in cui è stata effettuata la lavorazione di rinnovo. Qualora gli enti territoriali deliberino modifiche alle aliquote, gli importi delle addizionali a saldo saranno rideterminati a partire dal mese di marzo 2021.

6.3 ESENZIONE DI 1.000 EURO PER I SUPERSTITI ORFANI
L’articolo 1, comma 249, della legge n. 232/2016 (legge di stabilità 2017) ha previsto che le pensioni corrisposte ai superstiti orfani di assicurato e pensionato, nell’ambito del regime dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di tale regime, nonché della Gestione separata, concorrono alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), per l’importo eccedente 1.000 euro.

Il conguaglio fiscale a credito eventualmente spettante agli interessati sarà corrisposto dalla mensilità di marzo.

6.4 TRATTAMENTO INTEGRATIVO
L’articolo 1 del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21, ha previsto il riconoscimento di una somma a titolo di trattamento integrativo, pari a 600 euro per il secondo semestre dell’anno 2020 e a 1.200 euro annui a decorrere dall’anno 2021, ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, il cui importo complessivo non è superiore a 28.000 euro annui e aventi un’imposta lorda superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti previste dall’articolo 13, comma 1, del TUIR, determinate sui medesimi redditi.

In particolare, si rammenta che il suddetto trattamento integrativo, che come il credito di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del TUIR, non concorre alla formazione del reddito, se spettante in base agli specifici requisiti normativi previsti, è stato riconosciuto in via automatica alle prestazioni pensionistiche di cui all’articolo 50, comma 1, lett. h-bis), del TUIR e alle altre prestazioni di accompagnamento alla pensione e all’APE sociale a partire dalle prestazioni rese dal 1° luglio 2020.

  1. RIDUZIONE DELLE PENSIONI DI IMPORTO ELEVATO
    7.1 VERIFICA A CONSUNTIVO PER L’ANNO 2020
    Contestualmente alle operazioni di consuntivazione fiscale è stata effettuata la verifica della congruità degli importi trattenuti nel corso del 2020 a titolo di riduzione delle pensioni di importo elevato di cui all’articolo 1, commi 261 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Si è tenuto conto sia delle pensioni eventualmente liquidate al titolare nel corso del 2020 sia della eventuale variazione di importo delle pensioni da assoggettare alla riduzione.

I conguagli a debito o a credito saranno effettuati dalla mensilità di febbraio 2021.

7.2 IMPORTI E FASCE DI APPLICAZIONE DELLA RIDUZIONE PER L’ANNO 2021
Il comma 262 dell’articolo 1 della citata legge n. 145/2018 stabilisce che gli importi di pensione da considerare ai fini della riduzione siano annualmente rivalutati secondo il meccanismo di cui all’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Si fornisce di seguito la tabella di riduzione valida per l’anno 2021.

Anno 2021

Da

A

% riduzione

0

100.200,00 €

zero

100.200,01 €

130.260,00 €

15%

130.260,01 €

200.400,00 €

25%

200.400,01 €

350.700,00 €

30%

350.700,01 €

501.000,00 €

35%

501.000,01 €

40%

  1. PENSIONI DELLA GESTIONE PRIVATA
    Si illustrano le ulteriori attività effettuate per le pensioni della Gestione privata contestualmente alle operazioni di rivalutazione.

8.1 RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE DI PENSIONE DOVUTE AD ALTRO BENEFICIARIO
In considerazione di quanto riportato nel paragrafo 1.2, è stato attribuito un tasso di rivalutazione nullo anche alle quote di pensione dovute al beneficiario diverso dal pensionato, in presenza di un piano di “Pagamenti ridotti o disgiunti” individuato da uno dei seguenti codici:

M4 Assegno divorzile per ex coniuge superstite;
M5 Assegno alimentare per figli;
M6 Assegno alimentare per ex coniuge.
Analogamente, è stato perequato l’importo “Altra pensione” memorizzato dalle Sedi per i piani di recupero N1 -Trattenuta Fondo Clero.

Si rimanda in proposito al messaggio n. 382 del 14 novembre 2003.

8.2 GESTIONE DELLE PENSIONI AI SUPERSTITI CON CONTITOLARI IN SCADENZA O GIÀ SCADUTI
8.2.1 SCADENZA DEL PENULTIMO CONTITOLARE NEL 2021
Dal mese di scadenza dell’ultimo contitolare è stato impostato il pagamento della sola quota del contitolare in essere.

Come noto, dal momento in cui resta in essere un solo contitolare, è necessario disporre dei redditi per verificare la spettanza delle prestazioni collegate al reddito.

Nel caso in cui tali redditi non risultino dichiarati, la posizione viene evidenziata con il valore 997 nel campo “CIDEMIN”.

È stato comunque considerato, ai fini della concessione delle eventuali prestazioni collegate al reddito sulla pensione, l’eventuale reddito da Casellario delle Pensioni dell’anno in corso.

8.2.2 PENSIONI CON TUTTI I CONTITOLARI SCADUTI
Per le pensioni ancora vigenti, ma con tutti i contitolari scaduti in data anteriore al 2021 (GP3CK02Z < 202102), il campo “CIDEMIN” è stato valorizzato con il codice 998 sia per le pensioni dell’AGO sia dei Fondi speciali ed ex ENPALS.

8.3 SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO DEI TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
I trattamenti di famiglia non rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 35, comma 12, della legge n. 14/2009. Per evitare il pagamento di trattamenti non dovuti, qualora sulla pensione del richiedente siano assenti redditi successivi al 2016, il pagamento viene sospeso da gennaio 2021.

Per le posizioni in questione, il reddito presunto del 2020 è stato registrato con il valore 6 al quarto byte nel campo “GP2KF11” e il campo “CIDEMIN” è stato valorizzato con il codice 906.

8.4 AZZERAMENTO DEGLI ASSEGNI ORDINARI DI INVALIDITÀ IN SCADENZA PER REVISIONE SANITARIA
Gli assegni ordinari di invalidità delle Gestioni AGO ed ex ENPALS con data revisione sanitaria nel corso del 2021 (GP1AF06), nonché con scadenza del triennio nel 2021, sono stati azzerati dal mese successivo alla data indicata.

Per i Fondi Speciali l’azzeramento opera per gli assegni ordinari di invalidità del Fondo telefonici (categoria 054), del Fondo elettrico (categoria 063) e del Fondo autoferrotranviere (categoria 051).

Per il Fondo volo (categoria 045), il pagamento è stato localizzato presso la Cassa Sede da gennaio 2021.

8.5 IMPOSTAZIONE DEL CODICE DI RICOSTITUZIONI D’UFFICIO
Come di consueto, le pensioni per le quali in sede di rinnovo le procedure hanno individuato variazioni d’importo da data anteriore a gennaio 2021 sono state poste in pagamento per l’anno 2021 con l’importo aggiornato e sono state contraddistinte con il codice 4 (da ricostituire a credito) ovvero 7 (da ricostituire a debito) nell’ultimo carattere del campo “GP1AF05R”.

Tali posizioni verranno trattate a livello centrale, come previsto al paragrafo 1.2 del messaggio n. 870 del 14 gennaio 2011.

Le pensioni non rivalutate poste in pagamento con lo stesso importo del 2020 sono state contraddistinte con il codice 5 nell’ultimo carattere del campo “GP1AF05R”.

Sono state altresì rinnovate con lo stesso importo del 2020 le pensioni contraddistinte con il codice 0 nell’ultimo carattere del campo “GP1AF05R” e il valore 004 in GP1CIDEMIN. Si tratta in particolare di pensioni per le quali i dati reddituali presenti in archivio non hanno consentito il calcolo ai sensi della normativa in materia.

L’informazione relativa al tipo rinnovo presente in “GP1AF05R” viene riportata anche nel campo “CPRD” della riga di movimentazione relativa al rinnovo.

8.6 PENSIONI RINNOVATE CON IMPORTO PARI A ZERO
L’elenco delle pensioni rinnovate per l’anno 2021 con importo pari a “zero” è disponibile nella intranet fra le liste parametriche, dal percorso: “Processi” > “Assicurato pensionato” > “Servizi al pensionato” > “Procedure di gestione della pensione” > “Reporting operativo – Liste parametriche”.

Per queste posizioni, le Strutture territoriali avranno cura di disporre le necessarie verifiche e provvedere alla ricostituzione, se del caso, o alla eliminazione.

  1. PENSIONI DELLA GESTIONE PUBBLICA
    9.1 MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DELL’INDENNITÀ INTEGRATIVA SPECIALE
    Qualora il trattamento pensionistico complessivo risulti superiore a quattro volte il trattamento minimo, pari a 2.052,04 €, è stato incrementato soltanto l’importo mensile della voce pensione, mentre la misura dell’indennità integrativa speciale resterà invariata rispetto a quella spettante al 31 dicembre 2019. Tale situazione sarà individuata mediante l’apposizione del codice “β” nel campo “PQ” della maschera 020.

Per effetto dell’applicazione delle percentuali di variazione della perequazione automatica, la misura mensile dell’indennità integrativa speciale dal 1° gennaio 2020 è pari a 789,55 €; l’importo della stessa indennità sulla tredicesima mensilità è determinato in 769,55 €.

Nei casi di cumulo di due o più pensioni corrisposte dall’INPS e da altri Enti previdenziali si fa rinvio alle disposizioni impartite con la nota operativa Inpdap n. 49 del 23 dicembre 2008.

In ogni caso per tutti i cumuli intervenuti dal 1° gennaio 2019 si è provveduto a bloccare l’importo dell’indennità integrativa speciale in pagamento alla suddetta data, attribuendo la percentuale di perequazione, calcolata sulla pensione annua lorda e sull’indennità integrativa speciale, sull’importo mensile della sola voce pensione.

Tali situazioni sono state contraddistinte con il codice “D9”.

Qualora l’indennità integrativa speciale fosse già bloccata all’importo in pagamento al 31 dicembre 1997 per effetto dell’articolo 59, comma 13, della legge 23 dicembre 1997, n. 449, al 31 dicembre 2007 per effetto dell’articolo 1, comma 19, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al 31 dicembre 2011 per effetto dell’articolo 24, comma 25, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, o al 31 dicembre 2013 per effetto dell’articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, tali blocchi restano confermati. Le situazioni sopra individuate sono state contraddistinte rispettivamente dai codici B7”, “B8”, “B9”, “B0”, “B2”, “B3”, “B4”, “B5”, “B6”, “C7”, “C8”, “C9”, “C0”, “D1”, “D2”, “D3”, “D4”, “D5”, “D6”, “D7” e “D8”

Si conferma che anche per l’anno 2020, in presenza di due o più pensioni corrisposte dalla Gestione Dipendenti Pubblici, la procedura informatica sulla base dei dati relativi al codice fiscale del titolare delle prestazioni ha provveduto con modalità automatica all’abbinamento dei codici che identificano la pensione c.d. “principale” e “secondaria” attribuendo l’incremento della perequazione in misura proporzionale.

Ai fini del cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario (art. 1, comma 41, della legge n. 335/95 di cui sopra), si precisa che per i titolari di pensioni dirette e ai superstiti a carico della Gestione Dipendenti Pubblici, si è provveduto ad adeguare l’importo della pensione indiretta/reversibile in pagamento al 1° gennaio 2021, considerando l’importo della pensione diretta in pagamento alla stessa data a condizione che la stessa sia di importo maggiore rispetto al reddito già memorizzato in banca dati.

9.2 RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE DI PENSIONE DOVUTE AD ALTRO BENEFICIARIO
La corresponsione degli aumenti perequativi descritti trova applicazione anche nel caso di un unico trattamento pensionistico, indiretto o di reversibilità, attribuito in quota parte al coniuge superstite ed al coniuge divorziato, titolare di assegno divorzile.

Si ricorda che l’adeguamento annuale degli assegni di mantenimento riconosciuti all’ex coniuge superstite e/o ai figli di iscritto o pensionato, dovrà essere disposto, secondo le modalità stabilite dal giudice nel provvedimento di assegnazione, direttamente dagli operatori delle Sedi – Gestione Dipendenti Pubblici.

9.3 ESENZIONE FISCALE PER LE VITTIME DEL DOVERE
Per la trattazione delle domande di esenzione fiscale per vittime del dovere da applicare nell’anno 2021 si rimanda al messaggio n. 1768/2017.

Si precisa che le Strutture territoriali dovranno provvedere al rimborso dell’IRPEF e dell’eventuale acconto dell’addizionale comunale solo se di competenza dell’anno solare 2021.

Per quanto riguarda invece il rimborso delle somme già trattenute allo stesso titolo, di competenza dell’anno 2020:

nel caso in cui la pensione sia già stata classificata come vittima del dovere (microqualifica T425) nel corso del 2020 (entro rata dicembre 2020), il conguaglio a credito verrà applicato centralmente sulle rate successive a gennaio 2021;
nel caso in cui la pensione venga invece classificata come vittima del dovere a partire da gennaio 2021, la rettifica fiscale dovrà essere effettuata nel sistema di piattaforma fiscale.
9.4 DETASSAZIONE IN APPLICAZIONE DI CONVENZIONI INTERNAZIONALI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI FISCALI
Le Strutture territoriali dovranno provvedere al rimborso dell’IRPEF e dell’eventuale acconto dell’addizionale comunale solo se di competenza dell’anno solare 2021.

Per le modalità operative di gestione si rinvia ai messaggi n. 2205 del 29 maggio 2017, n. 3830 del 5 ottobre 2017 e n. 588 del 17 febbraio 2020.

  1. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
    10.1 PRESTAZIONI DI INVALIDITÀ CIVILE SOGGETTE A REVISIONE SANITARIA
    L’articolo 25, comma 6-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, stabilisce che nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap, in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.

Pertanto, per le prestazioni a favore di invalidi civili per le quali a decorrere dall’entrata in vigore della legge n. 114/2014 risulti memorizzata nel database una data di revisione sanitaria, il pagamento è stato confermato nelle more della visita di revisione calendarizzata dall’Istituto.

10.2 INDENNITÀ A FAVORE DEI LAVORATORI AFFETTI DA PARTICOLARI PATOLOGIE
Le indennità previste dall’articolo 39, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, a favore dei lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi, dall’articolo 3, comma 131, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, a favore dei lavoratori affetti da talassodrepanocitosi e a favore dei lavoratori affetti da talassemia intermedia in trattamento trasfusionale o con idrossiurea, liquidate come prestazioni di categoria INVCIV con fascia 70, 71, 72 e 73, sono state rinnovate per l’anno 2021 adeguandone l’importo al trattamento minimo.

10.3 TRASFORMAZIONE DELLE PENSIONI DI INVALIDITÀ CIVILE IN ASSEGNO SOCIALE
L’articolo 18, comma 4, della legge 15 luglio 2011, n. 111, stabilisce che il requisito anagrafico minimo per il conseguimento dell’assegno sociale, nonché dell’assegno sociale sostitutivo della pensione di inabilità civile, dell’assegno mensile di assistenza agli invalidi parziali e della pensione non reversibile ai sordi, deve essere adeguato all’incremento della speranza di vita, in attuazione dell’articolo 12 del decreto-legge n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2010.

Il requisito anagrafico per il diritto all’assegno sociale per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022 è pari a 67 anni.

Conseguentemente, in occasione del rinnovo sono state ricalcolate, attribuendo l’importo dell’assegno sociale a decorrere dal mese successivo al compimento dell’età prevista, le prestazioni spettanti ad invalidi civili e sordomuti che compiono sessantasette anni di età entro il 30 novembre 2021 e per le quali risultano memorizzati negli archivi i dati reddituali necessari all’accertamento del diritto e della misura all’assegno sociale.

In assenza di informazioni aggiornate, a partire dal mese successivo al compimento di sessantasette anni è stato attribuito l’importo dell’assegno sociale senza gli aumenti di cui all’articolo 67 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (già 100.000 lire), e all’articolo 52 della legge 27 dicembre 1999, n. 488 (già 18.000 lire).

Le Strutture territoriali dovranno provvedere alla ricostituzione delle pensioni per le quali non sono presenti le informazioni reddituali, segnalando i dati aggiornati del titolare e, per i soggetti coniugati, anche del coniuge.

  1. PRESTAZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO A PENSIONE
    Si rammenta che le prestazioni di accompagnamento alla pensione corrisposte ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge n. 92/2012 di categoria 027-VOCRED, 028-VOCOOP, 029-VOESO, 127–CRED27; 128–COOP28; 129 – VESO29; 143 – APESOCIAL; 198-VESO33, 199-VESO92, non avendo natura pensionistica, conservano per tutta la loro durata l’importo stabilito alla decorrenza.

Si rammenta inoltre che il pagamento delle suddette prestazioni corrisposte ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge n. 92/2012 viene sempre effettuato con separata disposizione anche nei confronti dei titolari di altra prestazione previdenziale o assistenziale, per consentire la quantificazione della provvista a carico delle aziende esodanti.

La tassazione delle prestazioni assoggettate alla tassazione ordinaria viene invece effettuato con le generali regole del cumulo fiscale.

11.1 AZZERAMENTO DELLE PRESTAZIONI IN SCADENZA NEL 2021
Le prestazioni con scadenza nel 2021 sono state azzerate al mese indicato nel campo dedicato (“GP1AF06”).

Il pagamento dell’eventuale rateo di tredicesima è stato impostato unitamente all’ultima mensilità.

  1. PERIODICITÀ E DATE DI PAGAMENTO
    12.1 CALENDARIO DI PAGAMENTO
    Si rammenta che i pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’INAIL sono effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese, o il giorno successivo se si tratta di giornata festiva o non bancabile, con un unico mandato di pagamento,fatta eccezione per il mese di gennaio nel quale il pagamento viene eseguito il secondo giorno bancabile (art. 1, comma 184, della legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Si riporta di seguito il calendario mensile dei pagamenti per l’anno 2021.

Mese

Giorno disponibilità valuta

Poste

Banche

gennaio

4

5

febbraio

1

marzo

1

aprile

1

maggio

3

giugno

1

luglio

1

agosto

2

settembre

1

ottobre

1

novembre

2

dicembre

1

12.2 PAGAMENTI ANNUALI E SEMESTRALI
Come stabilito dal D.M. 25 marzo 1998 in materia di periodicità mensile di pagamento delle pensioni, i pagamenti di importo mensile fino al 2% del trattamento minimo sono effettuati in rate annuali anticipate. I pagamenti di importo mensile eccedente il 2% e fino al 15% del trattamento minimo sono effettuati in rate semestrali anticipate.

I limiti sono arrotondati a 5 euro per difetto.

Si riportano, pertanto, di seguito i limiti e le scadenze dei pagamenti annuali e semestrali per l’anno 2021:

Importo mensile lordo

mensilità

Data pagamento

Da 0,01 € a 10,00 €

Da gennaio a dicembre (compresa la tredicesima)

4 gennaio (Poste)

5 gennaio (Banca)

Da 10,01 € a 75 €

Da gennaio a giugno

4 gennaio (Poste)

5 gennaio (Banca)

Da luglio a dicembre (compresa la tredicesima)

giovedì 1° luglio

  1. CERTIFICATO DI PENSIONE PER L’ANNO 2021
    Per le prestazioni previdenziali e assistenziali il certificato di pensione per il 2021 sarà pubblicato tra i servizi on line disponibili sul sito istituzionale www.inps.it.

Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele

#aiutiamomatteo

AILA fa un appello a ricercatori e centri di ricerca nazionali per aiutare questo bambino a trovare una cura per la sua sindrome molto rara la “sindrome di ipermanganesemia con distonia di tipo 2”

l’appello della mamma <<Salve, Sono Catizzone Giulia, la mamma di Matteo Scalese nato il 06/09/18 e affetto dalla sindrome di ipermanganesemia con distonia di tipo 2, malattia rara che conta sui 20 casi al mondo. 
Come già saprà dal mio appello che le è arrivato, siamo in cura presso l’ospedale Gaslini di Genova.
Ad oggi Matteo, per provare a contrastare l’accumulo di manganese, effettua una terapia chelante con disodio calcio EDTA, a cadenza settimanale, che ci aiuta ad eliminare una minuscola parte del manganese che si accumula a livello celebrale e provoca il malfunzionamento del sistema muscolare. 
La malattia congenita si sviluppa dalla mutazione del gene SLC39A14, che a quanto ci è stato specificato dalla dottoressa che ci segue, provoca un difetto nel trasportatore del manganese a livello intestinale; questo trasportatore fa uscire dalla cellula intestinale il manganese assorbito e attualmente non è possibile fermare ciò né con una terapia per bocca né con una terapia endovenosa.L’unica terapia di cui ci hanno parlato e che potrebbe essere efficace è una terapia genica specifica per Matteo.
Per avere un quadro completo allego:_ prima dimissione 06.2019 dell’ospedale Gaslini dove trova le specifiche sulla diagnosi della malattia di Matteo;_dimissione  03.2020 e 09.2020 dell’ospedale Gaslini in cui può trovare una prima evoluzione della malattia, le attività intraprese e le risonanze di controllo;_ultima dimissione dall’ospedale di Varese al 06/11/2020 (dove ci appoggiamo esclusivamente per fare la terapia settimanale) dove troverà le ultime evoluzioni e la mutazione genetica specifica della malattia.  Catizzone Giulia. contatti per ulteriori informazioni : ailaorsatti@virgilio.it, ailamalnate@gmail.com, matteos.ipermanganesemia@gmail.com