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Uomo- animale amore ancestrale

Muore gorilla tra le braccia del custode. Emozione e commozione nell’ancestrale rapporto uomo-animale

È scomparsa a Ndakasi nell’est del Congo, lo scorso 26 settembre, la #gorilla di montagna famosa per essere stata immortalata in un”selfie”14 anni fa.

La notizia divulgata solo questa settimana tramite Facebook è stata così diramata dai responsabili del Parco in cui lavora l’amato custode e amico:

«È con profonda tristezza che Virunga annuncia la morte dell’amata gorilla di montagna, curata dal Centro Senkwekwe del Parco per più di un decennio. Se ne è andata tra le braccia amorevoli del suo custode e amico di sempre, André Bauma».

Si rinnova qui il legame indissolubile tra uomo e animale.

È possibile stabilire un confine tra uomo e #animale? Che cosa significa essere un essere umano? Cosa ci distingue dall’animale? Cosa ci rende propriamente uomini?

Animal rationale oppure zoon logon echon: da Aristotele a Rousseau, la storia della filosofia occidentale situa la differenza tra uomo e animale in un confine ritenuto inviolabile, al cui superamento l’animale non ha accesso. La porta è sbarrata dal logos.

Ma i sentimenti? Le #emozioni che ci trasmettono e che noi trasmettiamo loro?

È questo sentire che ci accomuna all’animale
e ci fa provare dolore quando se ne va per sempre o tenerezza quando ci relazioniamo, per esempio, ad un animale domestico.

Non a caso è a partire da #Bentham e dalla sua sfida a chiedere non se gli animali pensino o parlino, ma se soffrano come noi, ossia se possano non potere, se possano paradossalmente essere impotenti nella loro vulnerabile passività che condividono con la nostra finitezza e se perciò meritino compassione, si snoda una riflessione che indaga in realtà una diversa genesi del pensiero.

Riflettiamo, ma soprattutto sentiamo.

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