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Pena di morte crimine nel crimine

Chi era Lisa Montgomery, e perché gli Stati Uniti l’hanno giustiziata? E’ tornata la pena di morte, hanno ucciso Lisa Montgomery nello Stato dell’Indiana, e si tratta della prima donna giustiziata dopo 70 anni, l’undicesima persona da quando Donald Trump, nel luglio scorso, ha ripristinato la pena capitale

È stata eseguita negli Usa la condanna a morte di Lisa Montgomery, 52 anni, dopo il via libera della Corte suprema. Si tratta della prima esecuzione federale di una detenuta negli Usa da quasi settant’anni. Nel dicembre 2004 Montgomery uccise la 23enne Bobbie Jo Stinnett, asportando il bambino dal grembo della donna e poi tentando di far passare per suo il neonato. L’esecuzione della donna, tramite iniezione letale era stata sospesa per accertamenti psichiatrici, ma è stata portata a termine al Federal Correctional Complex di Terre Haute, nell’Indiana.

L’avvocato di Lisa Montgomery ha urlato: “La nostra Costituzione vieta l’esecuzione di una persona che non è in grado di intendere e di volere”, ma non lo hanno ascoltato, e infilandole in vena un ago le hanno fatto arrivare nelle vene un siero che l’ha uccisa

Gli avvocati di Montgomery avevano affermato che l’abuso sessuale subito durante l’infanzia avrebbe portato a “danni cerebrali e gravi malattie mentali” per la donna. Il patrigno aveva negato di averla abusata sessualmente, dicendo anche di non avere buona memoria, quando gli è stata presentata una propria dichiarazione in cui aveva ammesso abusi fisici. La madre di Montgomery aveva invece dichiarato di non aver mai denunciato l’uomo perché temeva per la vita propria e della figlia.

La pena di morte è una macelleria che si è presa il nome di giustizia. Eppure mai pena capitale ha reso un Paese sicuro, mai rispondere a un crimine con un altro crimine, ha diminuito i crimini.

Il valore preventivo della pena di morte è sotto lo zero. Perché la pena di morte nella mente di una persona predisposta alla violenza non agisce da monito ma da detonatore.

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